Ultimi giorni per la consegna del rapporto sulla parità nelle aziende

Ultimi giorni per la consegna del rapporto sulla parità nelle aziende. A ricordarlo è la consigliera di parità della Provincia di Chieti, Monica Brandiferri, richiamando l’attenzione delle aziende pubbliche e private del territorio sull’imminente scadenza per la presentazione del
Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025.
L’adempimento riguarda le aziende con oltre 50 dipendenti, che sono tenute a trasmettere il Rapporto entro il 30 aprile 2026, attraverso il portale “Servizi lavoro” del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Anche le aziende con meno di 50 dipendenti, pur non essendo obbligate, possono compilare il Rapporto su base volontaria, accedendo così a opportunità e strumenti di valorizzazione delle proprie politiche aziendali.
“Il Rapporto rappresenta uno strumento essenziale per monitorare le politiche di parità di genere all’interno delle imprese – dichiara la Consigliera di Parità Monica Brandiferri – consentendo di analizzare dati su occupazione, retribuzioni, ruoli e percorsi di carriera. La sua compilazione è inoltre rilevante ai fini della partecipazione a bandi pubblici e dell’accesso a premialità e benefici previsti dalla normativa vigente, anche in relazione ai percorsi di certificazione della parità di genere, che possono prevedere sgravi contributivi (fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 50.000 euro annui) e punteggi premiali nell’ambito di
finanziamenti pubblici e gare”.
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La consigliera di Parità, che ha tra i propri compiti il monitoraggio e la verifica di tali dati, ricorda che la mancata presentazione può comportare sanzioni e, nei casi previsti, la perdita di eventuali benefici riconosciuti. “Mancano pochi giorni alla scadenza – raccomanda Brandiferri – ed è importante che tutte le aziende interessate, che non hanno ancora provveduto, rispettino questo adempimento. Il Rapporto non è solo un obbligo previsto dalla legge, ma uno strumento concreto per leggere la realtà del lavoro nel nostro territorio. È fondamentale che il maggior numero possibile di imprese partecipi, perché solo attraverso dati completi possiamo costruire politiche efficaci e rafforzare le pari opportunità”.
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