Vittoria di Pirro alle elezioni in Slovenia, Golob non riesce a formare un governo
22 aprile 2026 – ore 07:00 – Vincitore, ma impotente. La vittoria del Movimento Libertà alle elezioni slovene, essendo stata conseguita con un ristretto margine, ha fin da subito posto in difficoltà il neo eletto Robert Golob onde formare una coalizione di maggioranza. Golob, dopo diverse trattative infruttuose, ha avuto un colloquio con l’odierna Presidente Nataša Pirc Musar e ha dichiarato che, allo stadio attuale, non è possibile formare una coalizione di maggioranza. Intanto, in Parlamento, si è formata una coalizione guidata dal neo eletto Presidente del Parlamento, il populista Zoran Stevanovic, e composta dal Partito Democratico Sloveno e dalla coalizione di centro destra di Nuova Slovenia, Democratici e dai populisti no vax Resni.ca (Verità) di Stevanovic stesso. L’opposizione di stampo conservatore, guidata da Janez Janša, tre volte premier in passato, continua a dichiarare che non sta formando un governo, ma (in maniera un po’ ambigua) afferma anche di essere aperta a ogni eventualità. Janša non ha mai nascosto di voler tornare al voto, con l’obiettivo di governare con una maggioranza ‘forte’. La Presidente della Repubblica slovena ha, a sua volta, trenta giorni dall’insediamento del Parlamento per decidere un mandatario che formi la maggioranza incaricata di gestire il governo. C’è pertanto (ancora un po’ di) tempo: quantomeno fino al 10 maggio.
L’ago della bilancia potrebbe essere il partito Resni.ca, di natura populista e anti vaccini; questi hanno dichiarato di non voler partecipare né ad un governo conservatore di Janša (che, lo ricordiamo, aveva governato durante la pandemia Covid-19), né ad un esecutivo di Golob. Tuttavia sosterranno chiunque appoggi il loro programma elettorale che include, tra i punti principali, la rimozione degli obblighi vaccinali. Intanto lo stallo continua, in un periodo dove appaiono necessari ‘forti’ scelte a livello nazionale, specie considerando i mari incerti della geopolitica mondiale.
Articolo di Zeno Saracino




