Sasa: «Un nuovo accordo contrattuale, ma con tutti» – Bolzano
BOLZANO. «Il nostro obiettivo è mettere intorno ad un tavolo tutti i sindacati. E ritrovare quel clima di collaborazione che è fondamentale per lavorare bene assieme. Nell’interesse dei collaboratori; per garantire un servizio efficiente e sempre più competitivo rispetto al mezzo privato ». Dopo che i sindacati – Filt-Cgil, Ugl, Usb Lavoro Privato e Orsa Trasporti – hanno revocato lo sciopero in programma per ieri, i vertici di Sasa, la presidente Astrid Kofler e il direttore generale Ruggero Rossi De Mio, cercano di ricucire lo strappo che si è creato, a fine novembre, tra i sindacati. Uil, Cisl, Asgb, Faisa/Cisal avevano firmato l’accordo ritenendolo vantaggioso per i lavoratori; Filt-Cgil, Ugl, Usb Lavoro Privato e Orsa Trasporti non lo hanno sottoscritto, ritenendolo insufficiente rispetto alle richieste. Una spaccatura tra i sindacati che ha reso complicato il dialogo tra l’azienda di trasporto pubblico e una parte dei rappresentanti dei lavoratori che ha proclamato più di una giornata di sciopero. L’ultimo era in programma per oggi. Il fatto che sia stato revocato fa sperare che possa iniziare una nuova stagione.
Il contestato accordo di fine novembre alla fine a quanti lavoratori è stato applicato?
Ad oggi ha aderito anche il 70% dei lavoratori non iscritti ai sindacati. Come azienda – spiega il direttore generale Rossi De Mio – avevamo avuto dai legali indicazione di pagare i 250 euro in più (in totale sono 500) di welfare e gli aumenti delle indennità solo a chi lo voleva con un approccio di silenzio assenso. Il giudice del lavoro però ha stabilito che i lavoratori dovessero dare un assenso esplicito. Hanno tempo fino ad oggi per farlo.
Bene i 500 euro di welfare, ma i sindacati chiedono di più.
E noi siamo disposti a sederci al tavolo per trattare. Questa non è una nuova apertura, ma semplicemente una disponibilità che come Sasa abbiamo sempre dimostrato. Auspichiamo che finalmente si possa ritrovare l’unità sindacale, per potersi confrontare con tutti. Cosa che in questi mesi non è stato possibile ed ha reso tutto più complicato. Avevamo ad un tavolo quattro sigle; ad un altro altrettante. Ma bisogna tener conto anche del fatto che su 613 dipendenti, 351 pari al 60% non sono iscritti ad alcun sindacato.
Su cosa siete disposti a trattare per migliorare le condizioni economiche oltre che lavorative dei vostri collaboratori?
Sul premio di risultato per il triennio 2026/28. L’idea è di aumentare il valore base da 1.700 a 1.800 euro. Oltre che sui buoni pasto. Ovviamente non abbiamo a disposizione budget illimitati. Questo deve essere chiaro a tutti.
Quanto guadagna in media un autista della Sasa?
Fino a 2.400 euro netti al mese. Ad agosto poi arriverà l’aumento di 100 euro al mese previsto dall’accordo nazionale.
Anche per voi come per il resto del mondo del lavoro è difficile trovare personale?
Le difficoltà ormai ci sono in tutti i settori, ma notiamo un certo interesse per venire a lavorare in Sasa. A conferma che i nostri accordi di secondo livello rendono appetibile lo stipendio.
Però in Alto Adige c’è anche un costo della vita che è più elevato che altrove. Certamente. Proprio per questo vogliamo aumentare ulteriormente le risorse per supportare i lavoratori ed essere ancora più competitivi.
In Sasa oggi sono molti gli stranieri?
Ci sono una quarantina di nazionalità diverse. Abbiamo anche un certo numero di spagnoli.
Che fine ha fatto il progetto di Sasa di realizzare una foresteria con alloggi per i collaboratori?
Non lo abbiamo accantonato, ma per il momento è in stand by. Abbiamo preso in affitto degli alloggi a Bolzano e nella zona di Merano, per venire incontro a chi arriva qui da fuori ed ha difficoltà a trovare una sistemazione.
Quali sfide attendono nei prossimi anni Sasa?
Il rinnovamento della flotta con il passaggio dal diesel all’ibrido. Già oggi su 370 ne abbiamo 49 ad emissioni zero; un’altra cinquantina vanno a gasolio HVO, si tratta di un carburante di origine naturale. Puntiamo ad avere circa la metà dei mezzi ad emissioni zero che significa elettrici o ad idrogeno.
Ma i bus ad idrogeno vanno bene sulle nostre strade?
Certamente. A.M.




