Marche

Omicidio Tacconi in via Pergolesi ad Ascoli, Bellini in carcere a Marino. Lite per i pasti, poi la coltellata. ​«Non volevo fargli male»

ASCOLI Una domenica che sembrava tranquilla si è trasformata in una tragedia. Prima le urla, poi il sangue. Niko Tacconi, parrucchiere di 34 anni, è stato ucciso a coltellate al culmine di una lite con Emanuele Bellini, 54enne, anch’egli barbiere, in una vicenda in cui si intrecciano fragilità personali, difficoltà economiche e rapporti complessi maturati nel tempo. Negli ultimi tempi Tacconi viveva con una donna che accudiva, in un appartamento poco distante da quello di Bellini. La stessa donna rappresentava un punto di riferimento per entrambi: i due, alle prese con difficoltà economiche, si appoggiavano a lei anche per i pasti. Nessuna relazione sentimentale. Proprio in questo contesto sarebbero maturati i contrasti che hanno poi portato alla tragedia.

 

I primi screzi

Tutto ha avuto inizio nei pressi del bar Musical, in via Verdi, dove Tacconi si trovava con degli amici quando ha ricevuto alcuni messaggi telefonici. Da lì è nato un confronto a distanza con Bellini, poi degenerato. Tacconi ha quindi deciso di raggiungere l’abitazione di Bellini, tra via Mascagni e via Pergolesi, a pochi passi, con l’intenzione di chiarire. Erano circa le 19 quando è arrivato al terzo piano della palazzina di Borgo Solestà. Secondo quanto emerso, alla base della lite ci sarebbero motivi economici, legati anche alla presenza di una donna, ma non per questioni sentimentali. Il faccia a faccia, però, ha preso una piega drammatica: Bellini avrebbe impugnato un coltello da cucina colpendo Tacconi tre volte, all’addome, al collo e al fianco. Ferite gravissime che però hanno consentito al 34enne di chiedere aiuto contattando un amico. È stato così lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Mazzoni, Tacconi è deceduto poco dopo nonostante i tentativi dei medici di salvagli la vita. I carabinieri per tutta la notte hanno eseguito i rilievi nell’appartamento, sequestrando l’arma del delitto. Bellini è stato condotto in caserma e arrestato ipotizzando nei suoi confronti i reati di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale. È stato quindi trasferito nel carcere di Marino del Tronto dove è rinchiuso. «Non volevo fargli del male» ha detto dopo il delitto.

Gli accertamenti

La Procura ha disposto accertamenti medico-legali sull’indagato. I consulenti tecnici d’ufficio, i medici Francesco Brandimarti e Massimo Senati, si sono recati nella casa circondariale per eseguire un’ispezione personale: effettuati prelievi di dna subungueale e tricologico, oltre a rilievi fotografici sul corpo di Bellini per accertare la presenza di ecchimosi o segni compatibili con una eventuale colluttazione. Le operazioni peritali si sono svolte alla presenza del difensore, l’avvocato Alessandra Morganti. La madre della vittima Maria Cristina e il fratello Jacopo hanno nominato come legale di fiducia l’avvocato Umberto Gramenzi. A breve dovrebbe essere fissato l’interrogatorio di garanzia e disposta l’autopsia che potrebbe essere eseguita domani per accertare le cause del decesso di Tacconi. Il quadro che emerge restituisce il profilo di due uomini segnati da situazioni personali difficili. Bellini, secondo quanto riferito da alcuni residenti, in passato si sarebbe reso protagonista di episodi di aggressività. Tacconi, qualche anno fa, aveva aperto una parrucchieria in via delle Donne a San Pietro Martire che poi aveva chiuso. Ora, svolgeva saltuariamente la sua attività, mettendosi anche a disposizione di chi ne aveva bisogno tra amici e conoscenti del quartiere. A dicembre era stato condannato a tre anni e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre e del fratello.




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