Marche

Ancona, sorelle riprese in bagno da una spycam, il patrigno brasiliano va a giudizio. Era stata la moglie a denunciarlo

ANCONA Una mini spycam installata vicino allo specchio del bagno per inquadrare chi entrava in doccia. Un dispositivo appositamente messo, questo sostiene la procura, per produrre materiale pedopornografico con le immagini delle sue figliastre. Il quadro accusatorio ha portato sul banco degli imputati un 50enne brasiliano, che deve rispondere di pornografia minorile per i fatti avvenuti tra febbraio e maggio 2024. Ieri mattina, il gup Francesca De Palma ha rinviato l’uomo a giudizio. Il processo inizierà il 23 settembre davanti al collegio penale. Il 50enne, difeso dall’avvocato Angelandrea Cecere, non ha scelto riti alternativi convinto di poter smontare l’impianto accusatorio nel corso del dibattimento. È rimasto sempre indagato a piede libero.

I fatti

All’epoca dei fatti, le due ragazzine frequentavano la scuola media, nel pieno dell’adolescenza. Era stata la madre ad accorgersi di quella micro-camera collocata in bagno, che mirava alla doccia. Si era insospettita perché nel cellulare del 50enne aveva trovato dei file con delle angolazioni che portavano al bagno dell’appartamento dove viveva, nella prima periferia anconetana.

E, così, aveva trovato i fili, scoprendo poi il dispositivo nascosto e andando a denunciare il marito alle forze dell’ordine. La coppia si è ormai separata e non vive più insieme, alla luce dei fatti finiti sotto la lette del tribunale. La micro-camera, stando a quanto accertato, era stata occultata in un alimentatore per cellulari. Secondo le contestazioni dalla procura, e ancora tutte da provare davanti al giudice con gli atti entrati nel fascicolo d’indagine, l’uomo aveva installato la telecamera per poter registrare le figlie adolescenti della moglie. Con l’obiettivo indirizzato verso la doccia, riprendeva le due ragazzine nude.

L’accusa

Di qui, l’accusa di pornografia minorile poichè, secondo la tesi accusatoria, il 50enne brasiliano aveva utilizzato – loro malgrado – le minorenni per produrre materiale pedopornografico. I file sarebbero poi stati detenuti nel cellulare dell’uomo, almeno fino alla scoperta dei video illeciti da parte della moglie che, dopo aver visto la micro-camera, era corsa alle forze dell’ordine per denunciare il 50enne. In un primo momento, l’imputato aveva chiesto l’accesso al rito abbreviato per essere giudicato. Ieri, invece, la scelta di non procedere con strade alternative. L’ormai ex moglie e le sue figlie, entrambe ancora minorenni, si sono costituite parte civile con i legali Davide Mengarelli e Sabrina Stefanelli.




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