Toscana

Alternativa Comune esclusa da tre dibattiti elettorali: “È censura politica”


“Il Circolo Artistico ha escluso la lista Alternativa Comune dal dibattito tra i candidati a sindaco di domenica scorsa, così come già avvenuto venerdì al circolo Tennis Giotto e così come già programmato per mercoledì alla Cna. La colpa che ci è stata imputata? Aver fatto la scelta, orgogliosamente simbolica e profondamente politica, di un “candidatə diffusə”. In un panorama asfissiato dallo strabordante ego dei singoli aspiranti sindaci, la nostra proposta di sostituire il “capo” con l’intelligenza collettiva di una comunità, ha mandato in confusione gli organizzatori.”

Così Alternativa Comune denuncia le esclusioni che hanno subito in questo periodo di campagna elettorale perché in parole povere non ha ancora indicato quale sia il candidato o la candidata al ruolo di sindaco. E la definisce una censura politica.

“Il nostro candidato diffuso è un concetto troppo moderno, o forse troppo scomodo, per i salotti buoni della città, che preferiscono evidentemente rassicuranti teatrini a un confronto reale su come si possa governare. Non invitarci è stato un gesto che non possiamo che interpretare come un vero e proprio atto di censura politica. Escluderci non ha però salvato la purezza del dibattito, semmai ne ha certificato la totale sterilità. Poco male. Non abbiamo bisogno delle vostre concessioni, né del vostro palco al chiuso per far sentire la nostra voce. Il nostro candidatə è diffusə perché è tra la gente, tra gli ultimi, nelle piazze, nei quartieri e nelle strade della nostra città. Esattamente dove, da tempo, si è smesso di ascoltare. Avremmo parlato di sport e di inclusione, di accesso popolare alle strutture, promozione degli sport minori e legati alle nuove culture internazionali della città (come, ad esempio, il cricket). Distanti dall’idea di una Fondazione che privatizza, avremmo proposto un modello di cultura non come puro evento commerciale, ma come opportunità di crescita umana e creativa. Avremmo portato la nostra idea di sviluppo sostenibile, equo e radicato nel territorio, contrapposto alla delocalizzazione e alla grande industria.”

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