Quasi 4 milioni di euro non pagati al fisco: compro oro condannato a 3 anni e 4 mesi

Genova. Dopo l’arresto di un anno e mezzo fa, è arrivata la prima sentenza di condanna per ’imprenditore genovese Maurizio Mazzoni. La giudice Elisa Campagna lo ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione in abbreviato per associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte.
Il 63enne, difeso dall’avvocato Enrico Scopesi, era finito in carcere su misura cautelare del gip all’esito di un’inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal pm Giancarlo Vona, che ha coinvolto tutta la famiglia di Mazzoni, titolare all’80% di un noto compro-oro del quartiere della Foce a Genova. Secondo gli investigatori Mazzoni, insieme alla moglie e ai due figli, avrebbe sistematicamente messo in atto una serie di finti trasferimenti e atti fraudolenti su beni per evitare la riscossione di un debito con l’Erario di circa 3,8 milioni di euro legato a imposte sui redditi e sul valore aggiunto.
Il sistema fraudolento secondo l’accusa era stato avviato nel 2009 e si era interrotto solo con gli arresti. In carcere era finito anche il figlio dell’imprenditore, poi scarcerato. Mazzoni senior, invece, dopo tre mesi in cella era andato ai domiciliari e oggi ha ancora un obbligo di dimora a Genova. Per lui il pm Vona aveva chiesto il giudizio immediato,
Mazzoni e’ stato condannato nel ruolo di promotore dell’associazione a cui partecipavano secondo gli inquirenti i suoi famigliari. Per loro e per l’accusa di aver sottratto beni all’imposizione fiscale le indagini sono state chiuse del pm alcuni mesi fa e a breve la Procura chiederà il rinvio a giudizio.
Nel Principato di Monaco, in esecuzione di un decreto del tribunale di Genova finalizzato alla confisca, i militari della guardia di finanza avevano scovato, attraverso rogatorie internazionali, un conto corrente e alcuni posti auto mentre in Italia erano stati sequestrati migliaia di euro in contanti, altri depositi bancari, orologi di lusso, lingotti d’oro e preziosi, ma anche moto e auto. Un tesoretto, secondo gli inquirenti, di circa 2.5 milioni.




