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L’avvertimento poi la raffica e i marines: così gli Usa hanno intercettato la nave iraniana

Il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Spruance ha intercettato ieri nel golfo dell’Oman una nave battente bandiera iraniana, la M/v Touska, mettendo fuori uso i sistemi di propulsione con un colpo di cannone e procedendo all’abbordaggio, condotto dai marines della 31ª Expeditionary Unit. Così gli americani hanno fermato la nave dell’Iran che ha tentato di violare il blocco imposto a Hormuz dagli Stati Uniti.

Il Centcom, Comando centrale degli Stati Uniti responsabile delle operazioni militari in Medio Oriente, ha confermato l’informazione diffondendo un video che mostra la Touska mentre viene intercettata nel Mar Arabico dal cacciatorpediniere classe Arleigh Burke.

La nave iraniana era diretta nel Golfo Persico quando è stata fermata dalle forze statunitensi che operano nel Mar Arabico e, come sappiamo, hanno imposto un blocco navale per interdire le rotte verso i porti iraniani. Il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Spruance ha intercettato la Touska mentre navigava nel nord del Mar Arabico a 17 nodi, diretta a Bandar Abbas, in Iran. Secondo quanto riportato dal Centcom: “Le forze americane hanno emesso diversi avvertimenti e informato la nave battente bandiera iraniana che stava violando il blocco navale statunitense”.

L’equipaggio della Touska non ha “ottemperato ai ripetuti avvertimenti per un periodo di sei ore”. Lo Spruance ha poi impartito l’ordine di “evacuare la sala macchine” per disabilitare la propulsione della Touska con diversi colpi sparati dal cannone MK 45 posizionato a prua dei cacciatorpediniere di questo tipo. Una volta immobilizzata, due team dei Marines della 31ª Expeditionary Unit hanno lasciato la nave d’assalto anfibia Uss Tripoli su due elicotteri Sea Hawk per calarsi dal cosiddetto barbettone e prendere il controllo della nave. Dall’inizio del blocco, le forze statunitensi hanno ordinato a 25 navi mercantili di invertire la rotta o di tornare in un porto iraniano.

Il presidente Donald Trump dichiara che la Touska ha ignorato gli avvertimenti della Marina statunitense, che ha stabilito un blocco dello Stretto di Hormuz, in risposta al blocco imposto dai Guardiani della Rivoluzione Islamica, e per questo è stata intercettata, ingaggiata e sequestrata.

Una nave mercantile battente bandiera iraniana chiamata Touska, lunga quasi 270 metri e con un peso quasi pari a quello di una portaerei, ha tentato di superare il nostro blocco navale, e non è andata bene per loro”, ha scritto Trump sul canale social Truth, aggiungendo: “Gli Stati Uniti avevano intimato alla nave di fermarsi, ma l’avvertimento è stato ignorato, quindi la nostra nave della Marina l’ha fermata di colpo aprendo una falla nella sala macchine”. “La Touska è soggetta alle sanzioni del Tesoro statunitense a causa dei suoi precedenti di attività illegali. Abbiamo la piena custodia della nave e stiamo verificando cosa c’è a bordo”.

Una procedura che gli americani stanno applicando molto spesso dall’inizio della lotta alla “Flotta fantasma”, che ha visto il blocco e l’abbordaggio di molte petroliere coinvolte nella triangolazione del traffico di petrolio tra Venezuela, Iran e Federazione Russa, specialmente nel Mar dei Caraibi.

L’Iran ha denunciato l’abbordaggio definendolo un atto di pirateria. “Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense”, ha dichiarato un portavoce del comando Khatam al-Anbiya.

Lo scambio tra Washington e Teheran nel braccio di ferro per il controllo dello Stretto di Hormuz pone a rischio ogni sforzo diplomatico in vista della fine della tregua e del nuovo round di negoziati. La dichiarazione del presidente Donald Trump e la risposta dei Guardiani della Rivoluzione sono arrivate poche ore dopo l’annuncio dell’invio di una delegazione statunitense a Islamabad per un possibile secondo round di negoziati con l’Iran, finalizzati a porre fine al conflitto.

L’ipotesi di nuovi negoziati aveva inizialmente alimentato le aspettative di una possibile estensione del fragile cessate il fuoco, in scadenza mercoledì. Tuttavia, i media statali iraniani hanno smentito tali prospettive, riferendo che Teheran non ha ancora confermato la sua partecipazione. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna, le notizie relative a un secondo round di colloqui sarebbero “false”. La stessa fonte ha attribuito lo stallo negoziale al blocco navale imposto dagli Stati Uniti, definito insieme alle richieste considerate “eccessive” e alla retorica di Washington come un ostacolo concreto a qualsiasi progresso sul piano diplomatico.

In questo quadro, l’intercettazione della nave iraniana Touska, una dimostrazione di forza da parte di Washington che vuole confermare la consistenza delle proprie intenzioni a Hormuz, non è certo una buona notizia. La Repubblica Islamica ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché le misure statunitensi non verranno ritirate, prolungando la chiusura dello stretto attraverso il quale transita circa il 20% del traffico globale di petrolio e gas naturale liquefatto.

Il recente deterioramento della sicurezza nella regione ha già avuto effetti tangibili, con una drastica riduzione del traffico marittimo e un conseguente aumento dei prezzi dell’energia sui mercati internazionali. Il presidente Trump ha dichiarato che l’Iran non può “ricattare” gli Stati Uniti attraverso minacce legate alla libertà di navigazione nello stretto, arrivando a ventilare possibili attacchi contro infrastrutture strategiche iraniane, tra cui ponti e centrali elettriche, nel caso in cui Teheran non accetti un accordo.

Nel frattempo, una flotta di cacciamine e dragamine si prepara a possibili operazioni di bonifica dalle mine navali posate dai pasdaran, per tentare di aprire varchi sicuri dove stabilire una bolla di difesa, nel caso di un prolungarsi del conflitto.


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