Lazio

il TAR ferma le motoseghe. “Rischio danno irreparabile”

Il cantiere può fermarsi, la natura no. Con un provvedimento d’urgenza, il TAR del Lazio ha imposto lo stop immediato all’abbattimento di 26 alberi nell’area di Pietralata, dove sono in corso le attività preliminari legate al progetto del nuovo stadio della Roma.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato da alcuni residenti, assistiti dai legali, e blocca di fatto gli interventi avviati nei giorni scorsi.

Per i giudici amministrativi, infatti, esiste il rischio concreto che il taglio degli alberi provochi un danno irreversibile all’ambiente, prima ancora che la questione venga esaminata nel merito.

Al centro della disputa c’è la natura stessa dell’area verde. Da un lato, il Comune ridimensiona il valore del sito, descrivendolo come uno spazio degradato, caratterizzato da vegetazione spontanea e privo di particolare pregio naturalistico.

Una lettura che, secondo l’amministrazione, giustificherebbe gli interventi previsti, a fronte di future compensazioni ambientali.

Di tutt’altro avviso i cittadini ricorrenti, che rivendicano invece la presenza di un vero e proprio ecosistema urbano ormai consolidato.

Secondo questa impostazione, non si tratterebbe di una semplice area residuale, ma di una porzione di verde da tutelare, la cui eliminazione non potrebbe essere compensata da nuovi impianti.

Nel provvedimento, il TAR ha evidenziato il rischio di un “pregiudizio grave e irreparabile”: in sostanza, se gli alberi venissero abbattuti subito e il ricorso venisse accolto in seguito, il danno sarebbe ormai definitivo. Da qui la scelta di sospendere ogni attività in via cautelativa.

La questione tornerà al centro dell’attenzione il prossimo 13 maggio, quando il tribunale si pronuncerà collegialmente sulla richiesta di sospensiva. Fino ad allora, i lavori resteranno congelati.

Lo stop non mette in discussione l’intero progetto dello stadio, ma incide su una fase cruciale.

Proprio in quell’area, infatti, dovrebbero essere effettuati i sondaggi di archeologia preventiva, passaggio necessario per proseguire con l’iter autorizzativo. Un eventuale prolungamento del blocco potrebbe quindi rallentare ulteriormente il cronoprogramma dell’opera, già oggetto di attenzione e dibattito pubblico.

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