droni e “chiusura a tenaglia” smantellano il supermarket della droga
All’alba il quartiere si è svegliato circondato. Strade presidiate, accessi sigillati, occhi elettronici puntati dall’alto: al Quarticciolo è andata in scena una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia Roma Casilina, che per un’intera giornata hanno trasformato l’area in una rete a maglie strette contro lo spaccio.
L’intervento, disposto seguendo le direttive del prefetto Lamberto Giannini, è stato costruito come una vera e propria manovra di accerchiamento: pattuglie dislocate su ogni via d’accesso e incursioni mirate nei lotti più sensibili, con l’obiettivo di impedire qualsiasi fuga e disarticolare le piazze di spaccio.
A fare la differenza è stata la tecnologia. I droni dell’Arma hanno sorvolato costantemente il quartiere, offrendo un monitoraggio in tempo reale delle mosse dei pusher.
Dall’alto, gli investigatori hanno potuto distinguere ruoli e dinamiche: vedette, corrieri, addetti ai nascondigli. Un vantaggio operativo che ha consentito interventi rapidi e mirati, riducendo i margini di rischio per i militari impegnati a terra.
Ed è proprio nei nascondigli urbani che si è giocata una parte cruciale dell’operazione. La droga, infatti, non veniva quasi mai tenuta addosso: tombini dell’illuminazione, contatori dell’acqua, crepe nei muri e persino aiuole sono stati utilizzati come depositi temporanei.
Un sistema collaudato, pensato per sfuggire ai controlli, ma che questa volta non ha retto all’assedio.
Emblematico il caso di un giovane di 19 anni: già fermato in mattinata con poche dosi, è stato sorpreso poche ore dopo mentre tentava di occultarne decine all’interno di un tombino. Per lui sono scattate le manette.
Il bilancio finale è pesante: 12 arresti, oltre 200 dosi di cocaina e crack sequestrate e quasi duemila euro in contanti recuperati. Ma non solo.
L’operazione ha segnato anche uno dei primi utilizzi delle nuove norme del Codice della Strada: un uomo è stato arrestato dopo un inseguimento in moto, accusato di aver messo in pericolo la sicurezza pubblica nel tentativo di favorire la fuga di un complice.
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