Liguria

Ponte Morandi, Castellucci dal carcere: “Sul Polcevera diedi un assegno in bianco per intervenire”


Genova. “Io non presi mai in carico il Polcevera ma diedi un indirizzo sulla base di un’idea di fondo: se il retrofitting andava prima o poi fatto fatto, la mia idea era banale, e cioè ‘facciamolo’, ma era un’idea su basi non tecniche”. Lo ha detto Giovanni Castellucci, principale imputato per il crollo del ponte Morandi, in collegamento dal carcere milanese di Opera dove l’ex amministratore delegato di Aspi sta scontando la pena di sei anni di reclusione per la tragedia del bus di Acqualonga. Ma Castellucci ha ribadito di non aver mai avuto responsabilità operativa rispetto al viadotto crollato: “Fare l’ad è una cosa fare il capo di una struttura tecnica un’altra”.

Le prime indicazioni fornite da Castellucci rispetto a intervenire con un intervento strutturale sul viadotto Morandi risalgono al 2010  “ma senza una necessità percepita dai tecnici la mia raccomandazione era isolata” ha aggiunto Castellucci che ha ricordato che nessuno degli esperti coinvolti negli anni aveva espresso allarme sulle condizioni del viadotto. “Il mio assegno in bianco dato ai tecnici non aveva necessità di essere incassato subito in assenza di allarmi”. Per l’ex ad di Aspi “è questa è tragica realtà di questa vicenda, ma è “una realtà che per accusa non è accettabile e quindi la mia colpa delle essere trovata in altro, nell’avidità, nella spregiudicatezza di cui parla l’accusa che trasforma ogni mia raccomandazione piana in un elemento sospetto”

Non sono le prime dichiarazioni spontanee di Castellucci, che non si e’ voluto sottoporre a interrogatorio. A marzo 2025 l’ex manager era venuto a Genova e aveva parlato per cinque ore. Oggi nella 281° udienza prima della sentenza, è intervenuto per la prima volta dal carcere difendendo il suo operato ai vertici di Aspi ribadendo di non avere mai avuto compiti operativi: “Ho fatto il direttore generale solo per 4 mesi e in quei mesi ho fatto sei riunioni plenarie su 25 argomenti che riguardavano tutte come fare e spendere e non come risparmiare”. Sul Polcevera ha ribadito: “Come è normale che sia ogni tanto riavvolgo mentalmente il nastro e mi domando se avrei potuto fare cose diverse. Sul Polcevera, dove io non avevano nessuna competenza tecnica o operativa, penso di aver messo intorno al tavolo i migliori conoscitori del ponte e di aver dato all’ingegnere Mario Bergamo (ex responsabile x responsabile sicurezza e manutenzioni di Aspi, avviare il retrofitting) la possibilità di pianificare e operare come riteneva opportuno”.




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