Puglia

costituire subito i coordinamenti territoriali e l’associazione nazionale


BRINDISI – Mercoledì 15 aprile 2026 si è svolta a Brindisi, presso la sede dell’Ordine degli Architetti, la riunione della rete associativa “Appia Puglia Due”, alla presenza di rappresentanti istituzionali, imprenditoriali e del mondo associativo. L’incontro aveva l’obiettivo di fare il punto sul percorso istituzionale necessario per la governance e quindi la costituzione del “Coordinamento Appia Puglia Due” e la definizione di un programma condiviso di attività per la valorizzazione dell’Appia.

Si lege in un comunicato stampa diramato oggi (domenica 19 aprile 2026): “L’Appia, riconosciuta Patrimonio della Umanità Unesco nel 2024, rappresenta oggi, non solo una straordinaria testimonianza storica e culturale, ma anche una infrastruttura identitaria e strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori attraversati. In questo contesto, il tratto terminale brindisino – con il suo porto, porta d’Oriente e punto di arrivo della Via Consolare – assume un valore simbolico e operativo di primaria importanza, che impone responsabilità e tempestività nelle scelte istituzionali”.

All’incontro ha partecipato Angela Maria Ferroni, coordinatrice della candidatura Unesco per conto del ministero della Cultura e figura di riferimento per la futura governance nazionale dell’Appia, che ha sottolineato l’urgenza di procedere con gli atti formali necessari. I rappresentanti istituzionali intervenuti hanno confermato di aver già trasmesso formalmente i protocolli d’intesa, approvati con delibere di Giunta e si è avuta notizia della possibile convocazione a breve, da parte del sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, dell’assemblea costitutiva del coordinamento Appia Puglia Due, in qualità di rappresentante del Comune capofila dei 14 Comuni coinvolti.

Proseguono dal Coordinamento: “Attendiamo riscontro ufficiale della convocazione dell’assemblea necessaria anche per dare avvio ai futuri accessi a finanziamenti, la programmazione condivisa e, più in generale, la piena attuazione degli indirizzi e degli standard, previsti dal sistema Unesco, per la gestione dei siti riconosciuti. Il territorio brindisino è stato il primo ad attivarsi dopo il riconoscimento Unesco e attualmente sono già in corso iniziative concrete e qualificanti – come l’Appia Wine Road, la Rete delle Scuole per l’Appia, il Coordinamento tra Associazioni – che saranno efficaci, solo con una presenza istituzionale chiara e operativa”.

Durante l’incontro sono emerse con forza anche le istanze degli operatori del settore alberghiero e ricettivo, che vedono nell’Appia una opportunità strategica per colmare il deficit di attrattività turistica della città di Brindisi, rispetto ad altri territori limitrofi. “Senza una governance attiva e coordinata, tale opportunità rischia di essere dispersa”, chiosa la nota.

Ferroni ha evidenziato che altri coordinamenti territoriali sono già in fase avanzata di costituzione e ha ricordato che l’insediamento dei coordinamenti deve prevedere la convocazione dei soci fondatori individuati nel redigendo statuto nazionale e negli atti costitutivi degli stessi coordinamenti. È stata ricordata anche la lettera inviata il 17 marzo dalle associazioni nazionali ai 75 sindaci dei Comuni coinvolti nel riconoscimento Unesco, con l’invito di procedere velocemente alla costituzione dei coordinamenti territoriali e dell’associazione nazionale. 

La costituzione del coordinamento non è solo un adempimento formale, ma un passaggio indispensabile per: partecipare alla futura associazione nazionale per la governance dell’Appia, richiesta dall’Unesco; attivare programmi, progetti e linee di finanziamento; valorizzare in modo strutturato il tratto terminale dell’Appia, restituendo centralità al territorio e al porto di Brindisi.

In questa prospettiva, è già stato individuato un primo appuntamento simbolico e operativo: la partecipazione alla Giornata europea dei Parchi del 24 maggio, in collaborazione con il Parco Archeologico dell’Appia Antica di Roma, per formalizzare la proposta del Parco del Cillarese come parco archeologico e ambientale terminale dell’Appia a Brindisi. “Oggi più che mai, il riconoscimento Unesco impone una responsabilità condivisa: trasformare un patrimonio storico universale in un progetto concreto di sviluppo territoriale. Ogni ulteriore ritardo rischia di tradursi in un’occasione perduta”, concludono dal coordinamento.

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