Sabrina Salerno, che ha scambiato la radiodermite per una recidiva del tumore al seno. Che cosa c’è da sapere sulle possibili conseguenze della radioterapia
«Dopo un’esperienza del genere è chiaro, logico e naturale avere un po’ più di paura: è qualcosa con cui faccio i conti ogni giorno, che cerco di elaborare in modo positivo, calmandomi da sola, perché quando ti scotti hai paura di bruciarti di nuovo». Lo ha detto Sabrina Salerno a Verissimo, riferendosi al suo difficile momento (per fortuna passato) con il cancro al seno. La cantante ha rassicurato: «Oggi sto bene, ma il cancro ti cambia», ha subito aggiunto. «Nel senso che affronti e comprendi la vita in una maniera diversa. Hai a che fare anche con più paure. Però, tutto sommato è un percorso che si deve fare e io ho imparato, quando si parla di salute, a mettere al primo posto la prevenzione. Per me è fondamentale parlarne perché fare un controllo può veramente salvarci la vita». Poi, la showgirl e cantante ha aggiunto: «Ovviamente ho a che fare con le paure di una recidiva, perché si sa benissimo che con i tumori al seno per 5 anni ancora non sei fuori pericolo, devi seguire un protocollo e prendere ogni giorno un farmaco salvavita».
L’artista ha poi raccontato di essersi molto spaventata la scorsa estate: «ero in vacanza in Grecia, in barca con mio figlio e tutti i miei amici: a un certo punto ho sentito un nodulino, ho pensato, ‘ecco, vabbè, ci risiamo’. Non l’ho detto nessuno, solo a mio marito. Sono stata per quindici giorni con questo peso segreto, poi appena tornata sono subito volata in ospedale. Ero sicurissima di avere qualcosa perché al tatto sentivo un nodino, invece poi hanno accertato che si trattava di una conseguenza della radioterapia che aveva prodotto una cisti piena d’acqua. La showgirl ha concluso ammettendo che: «mi sono praticamente fatta un film di fantascienza, ma dopo un tumore temi le ricadute. Credo sia naturale».
Radioterapia: benefici e principali conseguenze a breve e lungo termine
«La radioterapia è uno dei pilastri del trattamento del tumore alla mammella, soprattutto in caso di chirurgia conservativa, perché riduce il rischio di recidiva locale e aumenta le probabilità di guarigione. Oggi è una terapia sempre più precisa e sicura grazie ai progressi tecnologici», spiega la Dottoressa Elisa Picardo, Ginecologa Ospedale Sant’Anna Aou Citta della Salute e della Scienza di Torino e Presidente ACTO (Alleanza contro il Tumore Ovarico) Piemonte.
Nonostante la sua efficacia, è importante conoscerne anche «gli effetti collaterali più frequenti: quelli più comuni sono temporanei e gestibili e si risolvono spontaneamente nelle settimane successive alla fine del trattamento. Tra questi, arrossamento della pelle, stanchezza, sensazione di tensione o gonfiore al seno e talvolta una lieve alterazione della pigmentazione».
Accanto agli effetti immediati, esistono anche conseguenze a lungo termine, oggi molto più rare grazie alle tecnologie moderne. Possono includere fenomeni di fibrosi dei tessuti o piccole modifiche strutturali della mammella. «Gli effetti a lungo termine sono oggi meno frequenti, ma possono comprendere fibrosi dei tessuti o piccole alterazioni come microcalcificazioni. Solo in casi rarissimi possono essere coinvolti organi come cuore e polmoni, ma le tecniche attuali riducono enormemente questi rischi».
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