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andate a quel paese, voi e Rudolf Steiner!

Ciò che rende le amicizie indissolubili e raddoppia il loro fascino è un sentimento che manca all’amore, la sicurezza – Honoré de Balzac

Questa frase di Balzac appare in un racconto intitolato Un grand’uomo di provincia a Parigi che appartiene al ciclo delle Illusioni perdute. Illusioni perdute, appunto! Evidentemente il nostro amato Balzac non conosceva ancora lo strano fenomeno del ghosting.

Ora voi sapete, immagino, che il ghosting è l’interruzione improvvisa di ogni comunicazione con un partner o amico senza dare spiegazioni, trasformando l’altro in un fantasma, e aggiungo io: trasformando anche se stesso in un fantasma. A me i fantasmi piacciono nei castelli, nell’amicizia no. Recentemente nella mia vita è accaduto un fatto strano: tre amici si sono resi fantasma. La cosa ancora più strana è che tutti e tre questi amici in un modo o nell’altro avevano a che fare con Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia.

Non ho mai avuto simpatia per i santoni, a me piacciono le persone concrete come i poeti o gli idraulici. Il poeta etimologicamente è colui che fa, quindi è sommamente concreto a differenza della vulgata comune che lo vuole perso tra le nuvole, e l’idraulico è una persona meravigliosa, un vero e proprio motivatore dei nostri rubinetti che incita i suddetti rubinetti a non mollare, a non perdere! Mi sono sempre tenuto alla larga da quelle concezioni filosofiche che parlano della realtà come di una manifestazione spirituale e appena sento espressioni come “osservazione animica” o chiaroveggenza, la mia mano corre subito a prepararmi un gin tonic.

Secondo Steiner l’uomo sarebbe composto da sette principi costitutivi: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, l’io, l’io spirituale, lo spirito vitale e l’uomo-spirito. Non so in quale fase siano questi miei tre amici-fantasma, magari sono già diventati corpi-astrali! Poverini, in questo caso sarebbero solo alla terza fase del progresso “animico”, hanno ancora tanta strada da fare prima di arrivare all’Uomo-Spirito! Io sono al primo stadio e non me ne vergogno, sono corpo fisico e lo spirito mi è simpatico solo se mette le ciliegie sotto se stesso.

Con questi amici mi piaceva fare aperitivi davanti alla Maddalena e mangiare spaghetti alla bottarga, con questi amici amavo fare battute di spirito, anche salaci, l’unico spirito che mi piace, insieme a quello delle ciliegie. Un uomo di spirito per me è Woody Allen, Oscar Wilde, non certo questo Steiner
che inizia francamente a starmi sulle “palle spirituali”. Sarò rozzo, datemi pure del buzzurro, ma per me l’unica reincarnazione possibile in questa vita è quando facciamo sesso e ci “reincarniamo” in un altro corpo. Io sono cristiano, in questo senso: vivo la futura resurrezione come l’unica possibilità che ho per tornare a farmi un gin tonic e per tornare a frequentare col palato il caviale del Mediterraneo: la bottarga di muggine.

Non parlatemi di sedute spiritiche, di tavolini che ballano, a me piace vedere ballare Elisabetta Canalis, non i tavolini. E di quelli che piegano le forchette con la forza della mente non me ne può fregare di meno, non proverei stupore per un fatto del genere ma solo fastidio per il mio servizio di posate. Con la forza della mente si scrive Re Lear, non si piegano delle innocenti forchette! Insomma, sono abbastanza offeso da questi tre amici steineriani che mi hanno reso fantasma e si sono resi fantasma!

Almeno fossi il fantasma-formaggino, no, nemmeno quello, nemmeno il formaggino. Continuo a volere bene a queste tre persone, tanti ricordi ci uniscono, e penso che ognuno di noi abbia il diritto di trasformarsi, di diventare altro, ma un fantasma no, non lo accetto! Già la vita ci pensa a renderci ombre, e lo fa con precisione assoluta, donandoci l’ultimo respiro. Amici miei, rinsavite! Lasciate perdere questo filosofo austriaco! Come potete preferirlo a Ricky Farina?

Tra l’altro, e la cosa non è di poco conto, questi miei tre amici erano ricchi! Erano un tesoro nel vero senso della parola, avevano palazzi, ville sul mare della Sardegna, lo champagne era la loro acqua minerale, nelle loro case c’erano quadri da milioni di euro! Mia mamma era felice, mi ha sempre rimproverato di avere solo amici “morti di fame”, simpaticissimi ma senza un soldo. E io ero tutto orgoglioso di poter dire a mamma: “E ora che cosa mi dici? Come la mettiamo?”.

Steiner mi ha condannato a tornare a bere il Tavernello o poco di più! Dio, al primo che mi parla di visione animica, realtà spirituale, reincarnazioni, energia cosmica, stadio eterico, karma, chakra e altre sciocchezze del genere…non so come potrei reagire! Io voglio lo champagne, voglio vivere nello champagne, lo spirito sono le bollicine dorate che vanno verso l’orlo del bicchiere in cerca di una metafisica del piacere, del godimento. Io voglio la vita nel suo splendore materico, altro che spirito!

Amici, amici miei, cari fantasmi… andate a quel paese voi e Rudolf Steiner! E sia detto con inviolabile e sincero affetto, da un buzzurro, da un poeta che ama gli idraulici. Quest’estate andrò in vacanza in Scozia alla ricerca dei veri fantasmi, dei vostri fantasmi invece non so che farmene. Un caro saluto animico dal sempre vostro Ricky.


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