100 milioni di metri cubi nel Sangro, “senza nevicate rischio catastrofe”
Cento milioni di metri cubi d’acqua immagazzinati sotto forma di neve nel solo bacino del Sangro e un surplus significativo anche nell’area Aterno-Pescara. Sono i dati diffusi dalla Fondazione Cima nell’ultimo aggiornamento sull’indice Swe, che misura la quantità di acqua presente al suolo sotto forma di neve.
Numeri rilevanti per l’Abruzzo, dove le nevicate tardive delle ultime settimane hanno cambiato il quadro idrico regionale, soprattutto nei bacini montani della Maiella e dell’Appennino centrale.
Secondo il Forum H2O, i dati confermano quanto sostenuto durante l’evento alluvionale che ha colpito il territorio circa due settimane fa. “L’evento è stato importante ma non catastrofico proprio grazie alle copiose nevicate, che hanno trattenuto in quota enormi quantità d’acqua”, afferma Augusto De Sanctis.
“Senza quella neve – aggiunge – probabilmente avremmo avuto danni molto più consistenti”.
Nel dettaglio, il bacino del Sangro è tornato vicino ai valori di picco stagionali con circa 100 milioni di metri cubi d’acqua equivalente, il doppio rispetto ai circa 50 milioni registrati in precedenza. Anche il bacino Aterno-Pescara, secondo i dati, ha recuperato il deficit accumulato nei mesi scorsi, passando ora in territorio positivo rispetto alla media storica.

Le nevicate rappresentano anche un beneficio per falde e acquiferi, sebbene gli esperti invitino alla prudenza. La Fondazione Cima evidenzia infatti che gli accumuli tardivi sono generalmente meno efficaci nella ricarica idrica, perché la neve resta al suolo per meno tempo e tende a sciogliersi più rapidamente.
Il Forum H2O torna poi sul tema della sicurezza idraulica, sostenendo che gli eventi recenti dimostrano la necessità di adeguare le opere di contenimento esistenti. “Le attuali infrastrutture, comprese le vasche di laminazione sul Pescara, risultano utili ma non risolutive”, osserva De Sanctis.
Intanto la stagione nivale entra nella fase finale: ora il tema principale non è più l’accumulo, ma la velocità con cui la neve si trasformerà in acqua e quanta risorsa riuscirà effettivamente a raggiungere fiumi, invasi e falde nei prossimi mesi.
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