Alloggi destinati allo studentato diffuso, insorgono le associazioni

Genova. Le associazioni genovesi della proprietà e dell’inquilinato intervengono sul progetto di studentato diffuso approvato dalla giunta Salis lo scorso 2 aprile.
Ape Confedilizia, Appc, Asppi, Unioncasa e Uppi (per la proprietà) e Aniag, Feder.Casa Confsal, Sicet, Sunia e Uniat (associazioni a tutela degli inquilini) prendono posizione sulla delibera che autorizza Spim a destinare 60 immobili al social housing per studenti. Una scelta che, secondo le associazioni, incide su un tema “rilevante per gli equilibri del mercato abitativo cittadino” e che sarebbe stata adottata senza un confronto preventivo con i soggetti che, per legge, sono chiamate a definire le condizioni concrete di applicazione dei contratti per studenti
Una mancanza di metodo che, sottolineano ancora le associazioni, non rappresenta un caso isolato: “Come già avvenuto in passato”, il confronto si sarebbe svolto escludendo le rappresentanze della proprietà e dell’inquilinato, previste dalla normativa di settore, con il rischio di “svilirne il ruolo e di compromettere l’efficacia degli strumenti”.
Il punto, precisano, non è entrare nel merito delle scelte politiche sulla destinazione del patrimonio pubblico, ma garantire che quelle decisioni siano poi concretamente applicabili. Senza questo passaggio, avvertono, il rischio è quello di costruire interventi difficilmente attuabili.
Critico anche il giudizio sul dibattito in aula, dove il tema sarebbe stato affrontato con “logiche di contrapposizione”, portando a dichiarazioni ed emendamenti ritenuti non coerenti con il quadro normativo e con il funzionamento dei contratti per studenti. Da qui quello che viene definito un “duplice vulnus”: da un lato l’assenza di un confronto preventivo con i soggetti competenti, dall’altro il rischio di compromettere l’efficacia delle misure che si intendono introdurre.
Le associazioni chiedono quindi che nelle prossime fasi venga attivato un confronto “strutturato e tempestivo”, per evitare che “interventi potenzialmente rilevanti per la città si traducano in strumenti difficilmente utilizzabili o inefficaci rispetto agli obiettivi dichiarati”.
La delibera sullo studentato diffuso
La delibera sullo studentato diffuso prevede che 60 alloggi destinati alla dismissione vengano destinati tramite bando a studenti, in particolare fuori sede iscritti a corsi di laurea universitaria degli atenei genovesi, dottorandi, ricercatori, visitor professor, studenti Erasmus impegnati presso istituti, ospedali, cliniche o aziende private convenzionati con l’Università.
“Gli alloggi interessati dal progetto di valorizzazione, con un bando Spim per l’individuazione di un privato gestore a canone calmierato, sono localizzati in maniera diffusa sul territorio – aveva spiegato l’assessore alla Casa, Edilizia Residenziale Pubblica e Patrimonio Davide Patrone – nel Levante, in particolare nel quartiere di Borgoratti, in Media Val Bisagno, nel municipio Centro Est in Oregina e Lagaccio, a San Teodoro e Fiumara nel Municipio Centro Ovest, in Val Polcevera a Pontedecimo”.




