Assalti agli orafi. Più telecamere, impianti di sicurezza e controlli, la strategia della prefettura

Implementare i sistemi di sicurezza passiva, implementare la videosorveglianza (anche privata) e rafforzare la collaborazione con gli istituti di vigilanza privata. Sono parte delle indicazioni che il prefetto, Clemente Di Nuzzo, e la procuratrice capo presso il tribunale di Arezzo, Gianfederica Dito, hanno dato alle associazioni di categoria all’indomani dell’ultimo colpo subito da un’azienda orafa del territorio.
L’occasione è stata la riunione svoltasi questa mattina, 15 aprile, all’interno del palazzo del governo e alla quale hanno preso parte istituzioni locali, forze dell’ordine, categorie economiche, Camera di Commercio e la Consulta orafa. In questo contesto il prefetto e la procuratrice “hanno evidenziato come sia fondamentale che gli imprenditori del settore si sentano parte attiva delle strategie di prevenzione, nella consapevolezza che nessun operatore può ritenersi esonerato da un adeguato contributo alla sicurezza complessiva del distretto”.
Le categorie economiche, come riportato in una nota dalla prefettura, hanno “manifestato la propria disponibilità a farsi carico di un’azione di sensibilizzazione nei confronti dei propri iscritti, affinché vengano recepite e attuate le indicazioni emerse dal tavolo, finalizzate al potenziamento e all’adeguamento delle misure di sicurezza passiva in relazione all’entità dei valori custoditi e alla specifica ubicazione delle aziende”.
Sul fronte delle forze dell’ordine sono stati il questore, il comandante dei carabinieri e della Guardia di Finanza a illustrare le attività di controllo del territorio attualmente in corso, sottolineando che l’attenzione al fenomeno dei furti ai danni delle aziende orafe è assolutamente centrale e che il relativo dispositivo di vigilanza è stabilmente inserito in un contesto di prevenzione generale strutturato e pienamente operativo, con servizi dedicati e costante attività di monitoraggio delle aree industriali.
“Nel corso del confronto – spiegano dalla prefettura – è stata inoltre richiamata l’importanza, oltre che dell’implementazione delle misure di sicurezza passive (con particolare riferimento, tra gli altri, agli accessi carrabili, alle porte di accesso ed alle altre aperture), del potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, del miglioramento dell’illuminazione delle aree produttive e di una stretta sinergia con gli istituti di vigilanza privata, quali elementi essenziali per rafforzare l’efficacia complessiva del sistema di prevenzione e favorire la tempestività degli interventi”.
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