«Finirà in un nulla di fatto ma ora resti a Bruxelles. Ricci candidato alle politiche 2027? Sarebbe un errore»

Luca Ceriscioli, sindaco di Pesaro prima dei dieci anni a guida Matteo Ricci. L’inchiesta sul caso affidi va avanti e vede Ricci ancora coinvolto, stavolta con l’accusa di peculato. Cosa pensa di quanto sta emergendo in queste ultime ore?
«Onestamente non vedo grosse novità, e Ricci continua a dichiararsi totalmente estraneo. Il clamore mediatico non manca, è naturale, ma non mi pare ci sia qualcosa di eclatante».
Tanta esperienza amministrativa per Ceriscioli, con dieci anni da sindaco e altri cinque da presidente della Regione. Se proprio dovesse indicare un errore commesso da Ricci, quale Le viene in mente?
«Facile parlare col senno di poi e dire che Santini non andava scelto. Il suo lato negativo lo abbiamo scoperto una volta scoppiato il caso, ma ricordiamoci che la scelta di Santini era legata alle sue grandi doti creative, come dimostrato anche con l’iniziativa di Natale “Pesaro nel cuore”».
Scelta che ha portato a delle conseguenze spiacevoli.
«Quando ha deciso di conferire quell’incarico fiduciario a Santini, immagino che Ricci lo abbia fatto con l’idea di dargli una mano perché si trovava in una complicata situazione personale, oltre al riconoscergli le qualità di cui parlavo prima. Forse è prevalso il sentimento di amicizia rispetto a una fredda valutazione».
E degli altri nuovi indagati, che dice?
«In questo ultimo anno e mezzo il sindaco Biancani ha parlato con le persone coinvolte in questa vicenda, tutte al di sopra di ogni sospetto. Sono certo che riusciranno a dimostrare la loro estraneità. Prima o poi tutto si chiarirà».
Nel 2020 Ricci fu uno dei più critici nei suoi confronti, e anche questo portò alla sua mancata ricandidatura alla guida delle Marche: ora però la sua nomina a nuovo presidente di Mms passa anche per Ricci.
«Con Ricci è da un pezzo che ci siamo riappacificati, da quando abbiamo deciso di mettere da parte il passato per contrastare la destra. Marche Multiservizi non c’entra nulla. E sono molto dispiaciuto per ciò che sta vivendo Matteo. È una brutta tegola per tutto il centrosinistra ma penso non ci saranno ripercussioni in chiave elettorale».
Dopo questa inchiesta, Ricci è candidabile alle politiche dell’anno prossimo?
«Matteo ha dato la propria disponibilità per le regionali perché è stato il Pd a chiederglielo, memori anche del grande successo alle europee. Ritengo che una sua eventuale candidatura nel 2027 sarebbe un errore politico, è bene che porti a termine il proprio ruolo in Europa. Lo dico pensando al rapporto fiduciario tra eletto ed elettore. Penso che chi ha un ruolo a livello di rappresentanza nelle istituzioni, a partire dal Comune e dal Consiglio regionale, debba portarlo a termine senza interruzioni per magari candidarsi a un’altra elezione».
Come finisce il caso affidi?
«Ho la sensazione che si risolverà tutto in un nulla di fatto».




