L’allarme dell’Ance: vola la spesa per il dissesto e le emergenze meteo, in tre mesi oltre 1,2 miliardi
Con circa il 94,5% dei comuni italiani esposto a rischio idrogeologico, l’Italia senza prevenzione paga un conto salato per le emergenze meteo e i dissesti idrogeologici.
Nei primi tre mesi dell’anno oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro sono stati, infatti, già previsti per affrontare le emergenze derivanti dagli eventi alluvionali nel Centro-Sud Italia, tra cui il ciclone Harry e le frane a Niscemi e in Molise, secondo il Rapporto Ance-Cresme i cui dati sono stati illustrati nel corso del convegno: ‘Un Piano per l’Italià, organizzato dall’Associazione nazionale costruttori, con la direzione di Francesco Rutelli, nell’ambito delle iniziative legate alla Conferenza Città nel futuro 2030-2050. Si tratta di “una cifra ingente che supera i 933 milioni stanziati con la Legge di bilancio per affrontare le emergenze in tutto il 2026», è stato sottolineato. Mentre negli ultimi 15 anni la spesa per i danni da dissesto idrogeologico è più che triplicata, passando da una media di 1 miliardo l’anno a 3,3 miliardi l’anno. Al tempo stesso, sempre negli ultimi 15 anni, per la prevenzione sono stati stanziati 21,6 miliardi e finanziati 24mila interventi per 19 miliardi ma di questi, ad oggi, risultano conclusi cantieri solo per 3,9 miliardi, pari ad appena il 20% dei fondi.
«Non possiamo più intervenire a catastrofe avvenuta, non solo perché costa di più che prevenire, ma anche perché il costo della perdita di territorio, di abitazione, di memoria dei luoghi è un costo non stimabile», dice la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio. L’Associazione propone, quindi, «un grande piano strutturale», basato, in primis, su un nuovo approccio che punti «su misure per l’adattamento», sotto una Cabina di regia presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. E su questo punto è intervenuto il ministro per la Protezione Civile e le politiche del Mare, Nello Musumeci, assicurando che è pronto un ddl e che si è in attesa del Mase. «Abbiamo preparato un disegno di legge che prevede l’istituzione di una cabina di regia presso Palazzo Chigi della quale dovranno far parte i ministeri che oggi continuano a erogare risorse per il contrasto al dissesto idrogeologico ma senza una regia, senza una pianificazione, senza un particolare criterio», dice il ministro, spiegando che «sono stati sollecitati gli uffici competenti presso il Ministero dell’Ambiente affinché possano finalmente licenziare il nostro documento».
A stretto giro arriva la replica del titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Sul ddl «le risposte già ci sono e c’è anche una risposta di Ispra» con le valutazioni, «al limite stiamo aspettando noi la controreplica», afferma il ministro, facendo presente che «la settimana scorsa è arrivato lo stesso testo e valgono ancora quelle osservazioni». Pichetto specifica quindi che la cabina di regia «è utile se snellisce».
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