Zurich Bank accelera sul Wealth Management: “30 miliardi di masse entro il 2030”
Dalla solidità della raccolta alla spinta sulla consulenza evoluta, passando per tecnologia e nuovi servizi patrimoniali: Zurich Bank archivia un 2025 di crescita superiore al mercato e rilancia la sfida sul Wealth Management. In un settore sempre più orientato a integrazione, pianificazione e relazione con il cliente, la banca punta ad accelerare sul segmento private e a rafforzare il proprio modello ibrido tra banca e assicurazione. Con un obiettivo dichiarato: raggiungere i 30 miliardi di masse entro il 2030. A tracciare il percorso è Federico Gerardini, direttore commerciale.
Il 2025 è stato un anno complesso per i mercati. Quali sono stati i principali risultati commerciali di Zurich Bank e quali fattori li hanno determinati?
“Arriviamo a questo 2026 con un messaggio molto semplice: guardare al futuro con ottimismo. Lo abbiamo detto alla nostra rete all’inizio dell’anno, in un contesto che sta cambiando velocemente anche grazie all’intelligenza artificiale applicata alla finanza, e lo ribadiamo oggi dalla nuova sede a pochi passi dal Teatro alla Scala. Il 2025 è stato un anno impegnativo, ma per noi è stata anche la conferma che il modello funziona: la raccolta netta ha mostrato solidità fin dall’avvio d’anno, con 538 milioni nel primo trimestre e il patrimonio è salito a 18,66 miliardi a marzo. Questi sono indicatori chiari della fiducia che i clienti ripongono in noi e dell’efficacia della nostra piattaforma, che ormai gestisce digitalmente la maggioranza dei processi. A fine anno, il Gruppo ha comunicato che Zurich Bank ha raggiunto 21 miliardi di asset, a testimonianza di una traiettoria di crescita costante. A tutto questo si è aggiunto un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi: abbiamo chiuso l’anno con oltre 2 miliardi di raccolta netta, in crescita dell’11%, un tasso superiore alla media delle reti, attestata intorno al 7%. È il frutto di un lavoro di squadra, dell’ingresso di nuovi professionisti di elevato standing e del supporto di un grande Gruppo internazionale che continua a investire su prodotti e servizi”.
Guardando ai numeri del 2025, quali segmenti o aree hanno mostrato la maggiore crescita e su cosa punterete nel 2026?
“Gli asset in Consulenza Avanzata sono cresciuti in modo significativo e oggi questo servizio rappresenta un pilastro strategico del nostro modello, mentre l’area assicurativa e previdenziale ha contribuito in modo importante ai risultati globali raggiunti. Nel 2026 ci concentreremo sul rafforzamento della suite di Wealth Management, attraverso le quattro direttrici che la caratterizzano: le Gestioni Patrimoniali a marchio Zurich Bank, l’offerta Life, la Consulenza Avanzata in architettura aperta e i servizi di Family & Corporate Solutions dedicati a famiglie e imprese. Inoltre, vogliamo rafforzare il segmento private, ad oggi circa metà delle nostre masse fa riferimento a clienti private e continueremo a puntare sulla crescita attraverso il reclutamento. Con questi presupposti, l’obiettivo di lungo periodo guarda al nostro piano strategico: 30 miliardi di masse entro il 2030, un traguardo che consideriamo raggiungibile grazie al nostro percorso di crescita”.

Negli ultimi anni il concetto di Wealth Management si è ampliato. Come sta evolvendo la vostra offerta?
“Il Wealth Management, per come lo intendiamo noi, è un ecosistema che integra investimenti, protezione e pianificazione patrimoniale lungo tutto il ciclo di vita del cliente. In questi mesi abbiamo accelerato su tre fronti: la Consulenza Avanzata, il lancio delle nuove Gestioni Patrimoniali a marchio Zurich Bank, e lo sviluppo del servizio Family & Corporate Solutions per rispondere alle esigenze più complesse delle famiglie imprenditoriali. È un’evoluzione che nasce dall’ascolto della Rete e dalla nostra capacità di portare in Italia il meglio dell’esperienza globale del Gruppo Zurich”.
I clienti cercano pianificazione, protezione e consulenza di lungo periodo. Quali nuovi servizi o strumenti avete introdotto?
“È esattamente qui che stiamo investendo di più, per rispondere alle esigenze dei nostri clienti, mentre sulla piattaforma dei consulenti stiamo introducendo funzionalità che snelliscono l’operatività amministrativa e liberano tempo da dedicare alla relazione e alla consulenza. Dal punto di vista dell’offerta, abbiamo ampliato le Gestioni Patrimoniali digitali, completamente integrate nel nostro percorso di Advisory, e rafforzato le soluzioni assicurative e previdenziali per la pianificazione di lungo periodo, dalla protezione del capitale alla pianificazione successoria. Abbiamo inoltre attivato nuovi servizi specialistici, anche tramite partnership con operatori leader nel real estate, nella pianificazione fiscale, nel passaggio generazionale e nelle operazioni di M&A. L’idea è molto semplice: unire tecnologia, consulenza patrimoniale e servizi di alto profilo per generare valore tangibile nel tempo”.
La longevità è sempre più centrale. Come la interpretate e quali soluzioni proponete?
“La longevità è una sfida sociale ancor prima che finanziaria. Le ricerche che abbiamo condotto con Swg mostrano che oltre il 70% degli italiani riconosce alle assicurazioni un ruolo chiave nell’affrontare invecchiamento e non autosufficienza. Non sorprende quindi che sia cresciuto l’interesse per le polizze Vita, per le Tcm e per le Ltc, strumenti ormai percepiti come leve concrete di protezione e di pianificazione. La nostra risposta è integrare queste soluzioni dentro un percorso consulenziale strutturato: non si tratta solo di coperture economiche, ma di accompagnare le famiglie nei momenti più delicati, con soluzioni pensate per durare e per difendere la qualità di vita nel lungo periodo”.
Quanto conta l’integrazione tra consulenza finanziaria e copertura assicurativa nella costruzione di un patrimonio stabile?
“Oggi non è un’opzione, è una necessità. Il nostro modello mette insieme il meglio dei due mondi: banca e assicurazione, dentro un percorso di Consulenza Avanzata che consente di costruire portafogli più resilienti e piani patrimoniali più robusti. I risultati del Gruppo nel 2025 sul versante Protection confermano la bontà di questa impostazione e, dall’altra parte, la crescita di Zurich Bank dimostra che l’integrazione funziona anche nella pratica: i clienti percepiscono la coerenza del disegno e ci premiano con la loro fiducia”.
Educazione finanziaria: quale ruolo può giocare una banca come Zurich Bank?
“Per noi è un impegno strategico. In Italia il gap di conoscenze è ancora ampio e vogliamo fare la nostra parte, sia con iniziative corporate sia con attività sul territorio insieme alla Rete. Nel 2026 saremo ancora più attivi: i nostri consulenti saranno in prima linea con eventi locali dedicati a rafforzare la consapevolezza e la capacità di scelta dei nostri 130 mila clienti e dei risparmiatori che incontreremo lungo l’anno. È un percorso che si nutre anche di momenti di ascolto e confronto, come i nostri Wealth Management Days, dove mettiamo in comune le migliori pratiche e le traduciamo in strumenti concreti per i clienti”.
Quali competenze sono fondamentali per i consulenti oggi e come investite nella loro formazione?
“Le competenze della Rete sono la nostra leva competitiva. Puntiamo su solide basi tecniche, sensibilità relazionale e cultura digitale, e sul lavoro in team, che in Zurich Bank è strutturato sia in chiave orizzontale, per condividere competenze tra senior sia verticale, per garantire continuità al cliente e favorire il passaggio generazionale. Stiamo cercando professionisti senior con portafogli importanti e talenti junior in tutta Italia. Per questi ultimi abbiamo lanciato Talent Next Gen, un programma biennale che unisce formazione, affiancamento sul campo e supporto economico nell’avvio dell’attività. La formazione continua è una priorità: a Milano abbiamo aule dedicate per sessioni in presenza, affiancate da webinar e corsi online; abbiamo avviato percorsi di alto livello con primarie università e fornitori per elevare la consulenza e la pianificazione patrimoniale; e stiamo favorendo il conseguimento delle certificazioni Efpa, Pianificazione patrimoniale e successoria, Pension Specialist, Real Estate Specialist, European Insurance Specialist. È un investimento sulle persone che consideriamo decisivo per il nostro successo di lungo periodo e per permetterci di seguire i clienti in tutte le esigenze anche rispondendo ai nuovi bisogni”.
L’intelligenza artificiale sostituirà il lavoro dei consulenti finanziari?
“È un tema su cui c’è molto dibattito. La nostra visione è che l’IA sarà un acceleratore, non un sostituto. Ci aiuterà dove può fare la differenza, dall’analisi dei portafogli alla produzione di report personalizzati, fino all’automazione di alcune attività amministrative, liberando tempo prezioso per la relazione e la consulenza vera, quella che richiede empatia, ascolto e responsabilità. Nelle scelte finanziarie delle persone, il contatto umano resta centrale e resterà tale a lungo: la tecnologia potenzia il consulente, ma la fiducia si costruisce guardandosi negli occhi. E su questo continueremo a investire, perché crediamo che l’alleanza tra competenza umana e strumenti avanzati sia la combinazione più efficace per generare valore sostenibile nel tempo”.
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