a Roma nasce BRIXA, l’evoluzione hi-tech del mattone
Roma continua a fare i conti con un patrimonio immobiliare invecchiato, soprattutto in quartieri semicentrali e periferici dove molti immobili restano inutilizzati o difficili da riqualificare.
La storia di Roma è fatta di stratificazioni e di trasformazioni costanti. In questo solco si inserisce l’evoluzione di una realtà che ha deciso di scommettere sul futuro della nostra città partendo dal recupero dell’esistente.
Acquistiamolatuacasa, il brand che negli ultimi anni ha portato una ventata di novità nel mercato immobiliare romano, cambia ufficialmente volto e diventa BRIXA, un passaggio che segna l’addio alla fase di “vendita veloce” per abbracciare un modello industriale dedicato alla rigenerazione urbana.
Il progetto di BRIXA non è solo una sfida imprenditoriale, ma un’operazione di ampio respiro certificata dalla solidità economica. Nel 2023, la società operativa Rebusiness S.r.l. ha visto l’ingresso nel capitale di Allcore S.p.A., gruppo quotato a Piazza Affari.
Una partnership che ha portato la valutazione dell’azienda a 7 milioni di euro nel 2024, con un fatturato raddoppiato in un solo anno fino a quota 14 milioni di euro nel 2025.
Questi capitali hanno un obiettivo concreto per i nostri quartieri: nel 2026 l’azienda prevede di immettere sul mercato 95 unità abitative completamente rigenerate, trasformando immobili obsoleti in case moderne ed efficienti. Un modello che può incidere soprattutto nelle aree della città dove il patrimonio edilizio è più datato, tra periferie e quartieri in trasformazione.
L’intelligenza artificiale al servizio dell’abitare
Il “motore” di BRIXA è un’infrastruttura tecnologica proprietaria basata sull’Intelligenza Artificiale. In una città complessa come Roma, dove l’incertezza immobiliare è spesso la norma, BRIXA utilizza software avanzati per mappare il territorio, individuare asset “bloccati” o degradati e analizzare preventivamente ogni dettaglio, dai costi di cantiere alla riprogettazione degli spazi.
Questo approccio scientifico viene ora condiviso con le agenzie immobiliari del territorio. BRIXA si pone infatti come partner strategico per i professionisti locali, fornendo loro il supporto tecnologico e finanziario necessario per sbloccare operazioni complesse e restituire dignità al patrimonio edilizio romano. L’idea è quella di un’edilizia “fluida”, dove il mattone smette di essere statico per diventare uno strumento di trasformazione urbana.
Uno slogan per il futuro dei quartieri
Il nome BRIXA unisce la forza del “mattone” (Brick) alla dinamicità dell’evoluzione. Una visione che si riassume nel nuovo slogan dell’azienda: “Connettere spazi, generare futuro”.
Come spiega il CEO Andrea Antoniucci:
“Siamo nati dicendo cosa facevamo: acquistavamo case. Oggi raccontiamo perché lo facciamo e come lo facciamo. Non ci limitiamo più alla compravendita. Abbiamo ingegnerizzato un processo che unisce dati e AI all’esperienza dei nostri partner sul territorio.
Il nostro obiettivo è prendere immobili bloccati, obsoleti o complessi, e rimetterli sul mercato come soluzioni abitative contemporanee ed efficienti. Vogliamo essere l’infrastruttura tecnologica e finanziaria che rende la rigenerazione urbana scalabile e profittevole per tutti gli attori coinvolti.”
In una testata come Abitare a Roma, che da decenni osserva i cambiamenti della nostra città, la nascita di BRIXA rappresenta un segnale di come anche nel settore immobiliare si stiano sperimentando nuovi approcci per affrontare criticità storiche del territorio.
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