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Dallo Sbarco in Sicilia alla guerra in Iraq: cos’è 82esima aviotrasportata che potrebbe combattere in Iran

Le due A che potremo vedere sulle patch a bassa visibilità del Brigade Combat Team mobilitato per il dispiegamento in Medio Oriente – nella non più remota opzione che gli Stati Uniti vadano “boots on the ground” in Iran – sono un simbolo che, dal 1917, accompagna per cielo e terra una delle più famose unità militari dell’Esercito statunitense: l’82ª Divisione Airborne “All American”.

Ai tempi dello sbarco in Normandia, quando nelle prime ore del D-Day i loro paracadute di seta mimetica si aprirono a migliaia nei cieli del Calvados, quelle due grandi A comparivano in mezzo a un cerchio blu su un quadrato rosso, un segno distintivo con una storia già affermata: dopo lo sbarco in Nord Africa e quello in Sicilia, questa divisione aviotrasportata era già nota ai più ed è attualmente assegnata per la maggior parte alla Immediate Response Force, che il Pentagono potrebbe attivare in vista di operazioni terrestri da condurre in Iran.

Basata a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, l’82ª Divisione è stata la prima unità di paracadutisti americana, ricreata a partire dalla divisione di fanteria che si distinse nella battaglia di Lorena, a Saint-Mihiel e nelle Argonne nel 1918, quando gli Stati Uniti inviarono i loro soldati oltreoceano per combattere la Grande Guerra.

Nota per inquadrare soldati provenienti da quelli che allora erano i “48 stati continentali”, la divisione si guadagnò il soprannome di “All-American” ed entrò in azione nel giugno del 1943 per prendere parte a tutte le principali operazioni militari condotte dall’US Army. Dall’Operazione Husky in Sicilia al lancio su Salerno nell’Operazione Avalanche, dall’Operazione Overlord nel nord della Francia, con l’obiettivo di stabilire la famosa testa di ponte a ovest del fiume Merderet e conquistare la cittadina di Sainte-Mère-Église, al rovinoso lancio strategico in Olanda nel corso dell’operazione Market Garden, la divisione è stata protagonista sul fronte occidentale, distinguendosi nel temerario attraversamento del fiume Waal, un corso d’acqua caratterizzato da forti correnti che i paracadutisti affrontarono in pieno giorno e sotto il fuoco nemico per aprire una via verso la Germania nazista, dove i paracadutisti americani scoprirono gli orrori del campo di concentramento di Wöbbelin.

Dagli anni ’60 a oggi, sempre al grido di “All The Way!”, l’82ª Divisione è parte della Forza di risposta strategica degli Stati Uniti e ha preso parte alle operazioni di supporto e stabilizzazione della Repubblica Dominicana e al conflitto in Vietnam, dove venne schierata a difesa di Saigon, combattendo nel Delta del Mekong, nel cosiddetto “Triangolo di Ferro” e lungo il confine cambogiano, per rientrare in azione nell’invasione di Grenada nell’83 e si lanciò su Panama nel ’89, quando la Casa Bianca decise di rovesciare Manuel Noriega e riportare al potere il governo eletto. Dispiegata in entrambe le Guerre del Golfo, la divisione ebbe un ruolo prominente per l’intera campagna in Afghanistan contro i talebani, fino alla ritirata del 2021, quando l’ultimo militare americano a lasciare il territorio afghano fu proprio il generale Donahue, comandante della 82ª Divisione Aviotrasportata, che si imbarcò, per ultimo, su un C-17 decollato dall’aeroporto di Kabul alla mezzanotte del 31 agosto.

Secondo le ultime informazioni, il Pentagono potrebbe firmare l’ordine e inviare l’unità in Medio Oriente, dove è già previsto l’arrivo di circa 5.000 marines della 31st Marine Expeditionary Unit, per prendere parte alle operazioni terrestri che potrebbero avere come obiettivo la conquista dell’isola di Kharg, dove sorge il principale terminal petrolifero controllato dall’Iran nel Golfo Persico, la riapertura dello stretto di Hormuz attraverso la forza, che potrebbe contemplare la conquista e l’occupazione delle isole strategiche o delle coste dell’Iran a ridosso dello stretto, o lanciare la già discussa “missione impossibile” per catturare l’uranio altamente arricchito immagazzinato dal regime, o assicurarsi che venga definitivamente “sigillato” nei tunnel a nord di Natanz, già sepolti dagli strike aerei lanciati dalle forze aeree israelo-statunitensi. Possiamo supporre che, in ogni caso, queste formazioni sarebbero supportate da unità delle forze speciali.

Come unità di “Immediate Response Force”, l’82ª Divisione Aviotrasportata era già stata mobilitata nel 2020, dopo l’uccisione del comandante iraniano Qasem Soleimani, che non portò a un’escalation.

Interpellata in merito a un eventuale nuovo dispiegamento, la portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha rimandato l’ultima parola al Pentagono, sottolineando che “il Presidente Trump ha sempre a sua disposizione tutte le opzioni militari”.


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