Sport

Buonfiglio: “Ecco come cambierà la giustizia sportiva” (e chiede più soldi per il Coni)


“È stata istituita una commissione mista e l’obiettivo è quello di proporre, nella riunione del Consiglio Nazionale del Coni in programma a giugno, un testo recante alcuni interventi emendativi. Vogliamo renderci promotori di alcuni elementi migliorativi dell’attuale impianto normativo, rafforzando i presidi di celerità degli organi di giustizia, nonché di terzietà e indipendenza nei meccanismi di nomina degli stessi organi di giustizia e delle procure sportive, attraverso soluzioni ispirate a criteri di maggiore trasparenza e terzietà. Fermo restando che tale settore potrebbe subire delle modifiche considerevoli a fronte del giudizio pendente dinanzi alla Corte di Giustizia UE, la cui sentenza è attesa entro pochi mesi”: così Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, durante l’audizione in Commissione Cultura, a proposito della riforma della giustizia sportiva attesa da molto tempo, dopo che ci sono stati problemi, anche gravi, in alcune Federazioni sportive. Buonfiglio poi ha ricordato come la riforma del ministro Giorgetti abbia “introdotto stabilità economica nel sistema sportivo, con la determinazione di risorse certe che consentono una programmazione pluriennale” e il “32% del gettito fiscale che viene automaticamente retrocesso allo stesso sistema, con una soglia minima pari inizialmente a 400 milioni annui, di cui almeno 288 alle Federazioni e 45 milioni al Coni, che saranno 55 a far data dal 2027”, ma anche come “la struttura dei costi e dei ricavi ad oggi vigente per il Coni, al netto di forme contributive straordinarie, non consente di poter programmare le attività ordinarie di mantenimento degli asset e di pianificare le attività istituzionali dell’Ente medesimo sulla base di risorse certe. Sarebbe opportuno rivedere in qualche modo gli elementi che hanno portato a suo tempo alla definizione del contributo originario assegnato al Coni”. Insomma, ci vogliono più soldi. Lo sport italiano vince tanto, ma le casse del Coni hanno bisogno di altre entrate. “Dietro ogni medaglia c’è un lavoro pluriennale, i successi olimpici e in generale tutti i successi dello sport non sono frutto di eventi casuali ma di un modello sportivo consolidato e strutturato che coniuga sostenibilità finanziaria, modello di governance, scelte strategiche e valorizzazione del capitale umano. I nostri successi, pertanto, sono il risultato tangibile e visibile di un sistema invisibile, che lavora in maniera sistematica ogni giorno in perfetta armonia” ha spiegato ancora Buonfiglio in carica dal 26 giugno dello scorso anno. “Negli ultimi 30 anni, l’Italia rientra stabilmente tra le prime dieci Nazioni al mondo per medaglie conquistate, occupando il sesto posto assoluto e il quinto tra i Comitati olimpici attualmente esistenti. Il medagliere complessivo, dopo i trionfi conseguiti a Milano Cortina 2026, conta 829 medaglie tra Giochi estivi e invernali superando un colosso come la Cina, ferma a 818 medaglie”, ha poi ricordato Buonfiglio che sottolinea la volontà da parte dello sport, di essere “ancora più attrattivo per i giovani, per le imprese e per l’intera comunità, sviluppando una identità visiva coerente e riconoscibile, con una narrativa moderna e coinvolgente”. Infine un pensiero sugli obiettivi futuri del Coni che punta a “dare vita ad un profondo cambiamento dell’assetto interno al sistema sportivo, basato su meccanismi premiali e sull’eliminazione di posizioni statiche e precostituite. Ciascuna Federazione deve meritare la conferma di tale status, con la consapevolezza può anche perderlo. Un Coni capace di determinare una razionalizzazione del sistema sportivo fondata non solo ed esclusivamente su ragioni di ordine economico, ma anche su criteri più generali di funzionalità ed efficienza”, conclude il n.1 dello sport italiano.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »