Trump pensa al passo indietro ma prima vuole l’arsenale nucleare iraniano – Il Tempo

Foto: Ansa
Il presidente americano Donald Trump starebbe elaborando strategie e opzioni per impadronirsi degli arsenali nucleari iraniani. Lo riporta in esclusiva l’emittente Cbs citando diverse fonti ben informate a condizione di anonimato, secondo le quali l’amministrazione Trump sta valutando come mettere in sicurezza o recuperare il materiale nucleare iraniano. Al momento, ha precisato una fonte, Trump non ha ancora preso una decisione. Ma secondo due fonti citate dalla Cbs News il piano prevede il possibile dispiegamento di forze provenienti dal Joint Special Operations Command, l’unità militare d’élite spesso incaricata delle missioni di controproliferazione più delicate.

Una portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che è compito del Pentagono occuparsi dei preparativi e non ha commentato. Funzionari statunitensi hanno anche affermato che l’amministrazione Trump non ha escluso la possibilità di tentare di recuperare le scorte iraniane di uranio altamente arricchito. Ma la missione sarebbe ardua e potenzialmente rischiosa. “Stiamo parlando di bombole contenenti gas di esafluoruro di uranio altamente contaminato al 60%, quindi è molto difficile da gestire”, ha dichiarato Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Aiea, al programma “Face the Nation with Margaret Brennan” della Cbs News questa settimana. “Non dico che sia impossibile. So che esistono incredibili capacità militari per farlo, ma sarebbe sicuramente un’operazione molto impegnativa”, ha aggiunto.

Nelle stesse ore Trump sta valutando il ridimensionamento dell’impegno militare degi Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato dai paesi che lo utilizzano. Il presidente americano per la prima volta, in maniera esplicita, fa riferimento a un primo passo indietro dopo 3 settimane di conflitto innescato dagli attacchi del 28 febbraio. “Ci stiamo avvicinando sempre di più al raggiungimento dei nostri obiettivi mentre valutiamo la graduale riduzione dei nostri enormi sforzi militari in Medio Oriente in relazione al regime terroristico iraniano”, dice Trump in un post su Truth social. L’affermazione, una novità nel diluvio di dichiarazioni e post del numero 1 della Casa Bianca, in realtà sembra in contrasto che le indiscrezioni relative alle operazioni in corso: il Pentagono sta trasferendo almeno 2.200 Marines nell’area del conflitto, dove dovrebbero giungere almeno altre 3 navi. Non proprio segnali di un imminente ‘rompete le righe’.

Per Trump, evidentemente, la missione è quasi conclusa. “Posso dire che abbiamo vinto a livello militare. Possiamo dialogare, ma non voglio un cessate il fuoco. Non si fa un cessate il fuoco quando si sta annientando completamente l’altra parte. Non hanno una marina, non hanno un’aviazione, non hanno equipaggiamento, non hanno vedette, non hanno difese aeree, non hanno radar. E tutti i loro leader sono stati eliminati, a tutti i livelli”, ripete.
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