Lazio

Nel I Municipio arriva la svolta

Nel centro di Roma, dove le vetrine parlano sempre più la lingua del turismo e sempre meno quella dei residenti, c’è chi prova a cambiare il copione. E lo fa partendo dai libri.

Nel Municipio I arriva una decisione che ha il sapore di una piccola rivoluzione urbana: il suolo pubblico diventa gratuito per le librerie che scelgono di portare la cultura fuori dai propri spazi.

Non più eventi confinati tra scaffali e pareti, ma presentazioni, incontri e letture direttamente in strada, tra passanti, curiosi e cittadini.

Il provvedimento, approvato all’unanimità, nasce con un obiettivo preciso: sostenere un settore in difficoltà e, allo stesso tempo, contrastare la trasformazione del Centro Storico in una vetrina sempre più omologata.

Negli ultimi anni, infatti, botteghe storiche e attività culturali hanno lasciato il posto a negozi e servizi pensati quasi esclusivamente per i flussi turistici. Le librerie sono rimaste tra le poche a resistere. E proprio da qui si riparte.

Libri fuori dalle mura

L’idea è semplice quanto potente: incentivare le librerie a “uscire” dai propri locali, trasformando marciapiedi e piazze in luoghi di incontro. Non si tratta di una liberalizzazione totale, ma di un sostegno mirato.

Potranno beneficiare della gratuità solo le attività che promuovono iniziative culturali: presentazioni di libri, dialoghi con autori, rassegne editoriali, eventi dedicati alla lettura. In altre parole, il suolo pubblico diventa uno spazio da vivere e condividere, non solo da occupare.

immagine di repertorio

Un segnale contro la gentrificazione

La misura ha anche un significato più profondo. Non è solo un aiuto economico, ma una presa di posizione politica e culturale. Il centro di Roma, sempre più orientato al consumo rapido e al turismo di massa, rischia di perdere la propria identità.

Le librerie, invece, rappresentano ancora luoghi di relazione, presìdi culturali capaci di tenere insieme comunità diverse. Aprirle alla città significa provare a invertire la rotta, restituendo centralità a chi vive e anima il territorio ogni giorno.

Un settore in affanno

Il contesto non è dei più semplici. I dati più recenti parlano chiaro: nei primi mesi del 2025 il mercato del libro ha subito un calo sensibile, con centinaia di migliaia di copie vendute in meno. Una flessione che pesa soprattutto sulle realtà indipendenti, già messe alla prova da costi crescenti e margini ridotti.

In questo scenario, ogni incentivo può fare la differenza.

La prima prova

Il debutto è già fissato: il 23 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Libro. Per un giorno, il centro si trasformerà in una grande biblioteca diffusa, con eventi e iniziative che porteranno i libri tra la gente.

Un esperimento che guarda oltre la singola data. Perché la sfida è più ampia: restituire allo spazio pubblico una funzione diversa, meno commerciale e più culturale.

E magari, tra una presentazione e una lettura, ricordare che una città vive davvero solo quando continua a raccontare storie.

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