Versa 4mila euro per l’acquisto di una macchina vista online, ma è una truffa: quattro persone denunciate

Risiedono in provincia di Chieti alcuni dei quattro denunciati per aver messo in vendita sul web auto inesistenti. Si tratta di tre uomini e una donna, di età compresa fra i 21 e i 44 anni, residenti nel Chietino e in provincia di Campobasso, che al termine di un’indagine della procura della Repubblica di Monza devono rispondere di truffa e riciclaggio di denaro nell’ambito della compravendita online di autovetture.
Come ricostruisce Monza Today, l’indagine è partita a seguito della denuncia presentata a ottobre 2025 da un 39enne residente a Meda, che sul web ha trovato l’annuncio di un’auto in vendita. Ma dopo aver versato la caparra per l’acquisto, si è accorto di essere caduto in una truffa.
L’indagine dei carabinieri ha portato a individuare i quattro, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili in concorso tra loro dei reati di truffa, riciclaggio e indebito utilizzo di carte di pagamento.
La vittima della truffa ha risposto all’annuncio pubblicato su un portale web dedicato alla compravendita di veicoli. Dopo aver concordato l’acquisto e versato la somma di 4mila euro come caparra, l’uomo ha scoperto di essere stato vittima di una truffa: il presunto venditore è risultato infatti irreperibile all’appuntamento fissato per visionare il veicolo.
I successivi accertamenti telematici e bancari, condotti dai militari della stazione di Meda con il supporto dei carabinieri dei comandi territorialmente competenti di Montenero di Bisaccia, Termoli, Vasto e San Salvo, hanno così consentito di ricostruire il flusso del denaro e di raccogliere elementi circa la rete truffaldina messa in piedi degli indagati.
Le indagini sono state supportate anche dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nei punti di prelievo del denaro, permettendo appunto di individuare il gruppo che si sarebbe reso responsabile, a vario titolo, non solo della truffa ma anche delle successive operazioni finalizzate a movimentare e disperdere la somma illecitamente ottenuta, attraverso prelievi bancomat, bonifici verso altri conti correnti e pagamenti effettuati mediante carte di pagamento.
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