Lazio

1,2 milioni di euro per rilanciare la Caffarella e l’argine dell’Almone

Lungo le rive dell’Almone, uno dei corsi d’acqua più simbolici della Roma antica, prende forma un intervento che promette di ridisegnare il volto del Municipio VII.

La Giunta Gualtieri ha dato il via libera a un progetto da 1,2 milioni di euro che punta a trasformare l’argine del fiume in un nuovo asse verde urbano, restituendo continuità tra paesaggio, storia e fruizione pubblica.

Il cuore dell’operazione è la realizzazione di un percorso ciclopedonale largo circa tre metri, pensato per seguire il tracciato naturale del fiume. Il sentiero, in alcuni punti, si discosterà dalla sponda per rispettare la conformazione del terreno e preservare le aree più sensibili dal punto di vista ambientale.

La scelta progettuale privilegia una mobilità essenziale: lungo il percorso saranno ammesse esclusivamente biciclette tradizionali, in un’ottica di fruizione lenta e sostenibile del paesaggio.

Accanto all’infrastruttura verde, il piano interviene su alcune criticità storiche dell’area. In primo piano c’è il recupero dell’ex fienile di via Appia Antica, edificio da tempo al centro di occupazioni e utilizzi impropri.

La struttura sarà liberata dagli abusi e sottoposta a un intervento di consolidamento, con l’inserimento di elementi strutturali in acciaio destinati a garantirne la stabilità e a prepararla a una futura riconversione pubblica.

Il progetto riguarda anche un’area in via della Caffarella oggi occupata da insediamenti irregolari. Qui è prevista la rimozione delle strutture abusive e la riqualificazione ambientale del sito, che verrà trasformato in uno spazio verde attrezzato. L’intervento prevede bonifica, nuove alberature e la creazione di un’area destinata alla socialità e alle attività all’aperto, in continuità con il parco circostante.

immagine di repertorio

Dal territorio arriva un segnale di soddisfazione, in particolare dai comitati che da anni chiedono un rilancio complessivo della valle della Caffarella e delle aree limitrofe. Per le associazioni resta centrale l’obiettivo di completare la piena accessibilità dei circa 14 ettari ancora non completamente restituiti alla fruizione pubblica.

Dal Campidoglio viene sottolineata anche la valenza storica dell’intervento: l’Almone, corso d’acqua legato alle origini stesse della città, torna così al centro di una strategia di rigenerazione che intreccia tutela del paesaggio e riuso degli spazi urbani.

Il percorso amministrativo non si ferma qui. La prossima fase riguarderà il completamento del progetto di recupero dell’ex fienile, passaggio necessario per la sua trasformazione definitiva in polo polifunzionale.

Un tassello che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe chiudere il cerchio di una riqualificazione più ampia, restituendo continuità e dignità a uno dei paesaggi più identitari della Roma sud-orientale.

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