A Vasto servizio esternalizzato dal centrosinistra

“Quando si parla dell’alimentazione dei pazienti ricoverati – osserva il consigliere regionale – non siamo di fronte a un servizio accessorio, ma a una parte concreta della cura e della dignità delle persone che si trovano in ospedale, spesso in momenti di fragilità. Dietro ogni vassoio c’è un malato, una storia, una famiglia che vive ore difficili: per questo qualità, sicurezza e organizzazione del servizio mensa non possono mai essere considerate questioni secondarie. Proprio per questo è necessario comprendere con precisione cosa sia accaduto, verificare eventuali responsabilità e adottare tutti i provvedimenti necessari qualora emergano irregolarità o carenze nella gestione del servizio”.
Intanto, Prospero ha chiesto formalmente alla direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti di poter visionare gli atti relativi alla gara per il servizio di ristorazione del giugno 2016, gli eventuali atti successivi di rinnovo o proroga e la corrispondenza intercorsa tra gli uffici della ASle la cooperativa affidataria del servizio, con particolare riferimento anche ai lavori che avrebbero dovuto essere eseguiti nella cucina del presidio ospedaliero di Vasto.
“Questa vicenda – commenta Prospero – impone infatti una riflessione seria e non ideologica sull’organizzazione del servizio mensa negli ospedali del territorio. Va valutata con attenzione la possibilità di una gestione diretta del servizio, pur nella consapevolezza delle evidenti complessità organizzative, anche alla luce della scelta compiuta nel 2016 di esternalizzarlo”.
“Qualora invece si ritenga di mantenere l’esternalizzazione – aggiunge – occorre pretendere e mettere le cooperative nelle condizioni di preparare i pasti all’interno dei singoli presidi ospedalieri, evitando che il cibo destinato ai pazienti debba percorrere decine di chilometri prima di arrivare in reparto. In alternativa, qualora il servizio resti centralizzato, dovranno comunque essere garantite modalità di trasporto e conservazione dei pasti che assicurino standard elevati di qualità, sicurezza e adeguata temperatura, perché la dignità e il benessere dei pazienti non possono essere messi in secondo piano”.
“Quando si parla di sanità – conclude – servono serietà, responsabilità e rispetto per i cittadini. Le polemiche facili, le ricostruzioni parziali e le prese di posizione demagogiche non aiutano a risolvere i problemi e non rendono un buon servizio alla comunità. Su questioni che riguardano la salute delle persone serve invece memoria, onestà intellettuale e spirito istituzionale, lavorando insieme per migliorare i servizi e garantire ai pazienti del nostro territorio l’attenzione e la dignità che meritano”.
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