Adempimenti finali dei docenti tutor per l’orientamento a.s. 2025/26

In vista della conclusione dell’anno scolastico, i docenti tutor per l’orientamento, introdotti dal DM n. 328/2022, sono chiamati a portare a termine gli adempimenti finali previsti dal loro incarico. Al termine del primo triennio dalla loro istituzione, appare opportuno riepilogare in modo chiaro e sistematico le principali attività da concludere entro la fine dell’anno, così da garantire coerenza, completezza ed efficacia al lavoro svolto.
I compiti del docente tutor
Secondo le linee guida sull’orientamento pubblicate in allegato al DM 328/22, i docenti tutor individuati dalle scuole concentrano il loro operato in due macroattività:
- aiutare ogni studente a rivedere le parti fondamentali che contraddistinguono ogni E-Portfolio personale e cioè:
- il percorso di studi compiuti, anche attraverso attività che ne documentino la personalizzazione;
- lo sviluppo documentato delle competenze in prospettiva del proprio personale progetto di vita culturale e professionale. Trovano in questo spazio collocazione, ad esempio, anche le competenze sviluppate a seguito di attività svolte nell’ambito dei progetti finanziati con fondi europei, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO);
- le riflessioni in chiave valutativa, auto-valutativa e orientativa sul percorso svolto e, soprattutto, sulle sue prospettive.
- la scelta di almeno un prodotto riconosciuto criticamente dallo studente in ciascun anno scolastico e formativo come il proprio “capolavoro”.
- costituirsi “consigliere” delle famiglie, nei momenti di scelta dei percorsi formativi e/o delle prospettive professionali, anche alla luce dei dati territoriali e nazionali […].
Piattaforma UNICA: il supporto alla compilazione dell’E-portfolio
Partendo dal dettato delle linee guida, emerge con chiarezza come un ruolo centrale sia svolto dall’E-Portfolio, disponibile per ciascuno studente all’interno della piattaforma UNICA. In coerenza con quanto delineato nel testo allegato al decreto ministeriale, anche la piattaforma è strutturata nelle quattro aree fondamentali previste. In questo quadro, il docente tutor è chiamato a monitorare e verificare la corretta compilazione e coerenza complessiva delle diverse sezioni, assicurandosi che i contenuti inseriti siano completi, significativi e rispondenti al percorso effettivamente svolto dallo studente, relativamente a:
- Percorso di studi: è necessario verificare con attenzione la completezza e la correttezza dei dati relativi al percorso scolastico dello studente (classi frequentate, esiti di ammissione o non ammissione negli anni precedenti) e, qualora emergano incongruenze o anomalie, provvedere a segnalarle tempestivamente alla segreteria scolastica. Attraverso l’apposita sezione della piattaforma UNICA, accessibile selezionando i nominativi degli studenti assegnati, il docente tutor può inoltre consultare il piano di studi, i crediti scolastici (per gli studenti del secondo triennio della scuola secondaria di secondo grado) e le principali esperienze formative maturate, così da disporre di un quadro informativo completo e aggiornato.
- Sviluppo competenze: all’interno di questa sezione, ogni studente ha la possibilità di inserire una serie di esperienze definite dal sistema come “extrascolastiche”, che comprendono attività sportive, di volontariato, corsi artistici o musicali, partecipazione a concorsi e, più in generale, tutte le esperienze non strettamente legate alla didattica curricolare. In questo contesto, il docente tutor è chiamato a svolgere un ruolo di accompagnamento, supportando lo studente nell’individuazione e nella documentazione delle esperienze più significative, nonché delle competenze effettivamente maturate. Fondamentale è il lavoro di connessione tra tali attività e il progetto di vita culturale e professionale dello studente, così da attribuire loro un significato maggiormente orientativo. In particolare, risulta utile valorizzare il contributo formativo di esperienze come i percorsi di Formazione Scuola-Lavoro o le iniziative promosse dalla scuola, quali stage linguistici o partecipazione a competizioni di livello nazionale, esplicitando in modo chiaro il legame tra le attività svolte e le competenze sviluppate.
- Riflessioni: si tratta probabilmente dell’area meno “formalizzata”, ma anche di quella a più alto impatto emotivo e orientativo. Le riflessioni richieste si articolano infatti su tre dimensioni: valutativa, autovalutativa e orientativa. Se la componente autovalutativa risulta maggiormente strutturata, grazie alla presenza di una sezione dedicata, le dimensioni valutativa e orientativa richiedono allo studente uno sforzo più profondo di rielaborazione personale. In questo contesto, il docente tutor svolge un ruolo fondamentale nel sollecitare e accompagnare la formulazione di riflessioni critiche sul percorso svolto, aiutando lo studente a riconoscere i propri punti di forza, ma anche a individuare con lucidità le aree di miglioramento. L’obiettivo è quello di favorire una maggiore consapevolezza, orientandolo verso scelte future ponderate e coerenti. Questo supporto assume un peso ancora più rilevante nelle fasi conclusive del percorso scolastico, come nel caso dell’ultimo triennio della scuola secondaria di secondo grado, quando le decisioni iniziano a incidere concretamente sulle prospettive future. In termini operativi, risulta quindi opportuno prevedere momenti strutturati di confronto, vere e proprie “finestre” di dialogo, in cui tutor e studente possano fare il punto della situazione prima della conclusione dell’anno scolastico. Queste, in base all’organizzazione della propria scuola, possono essere previste in orario curricolare o extracurricolare.
- Capolavoro: il lavoro orientativo si concretizza anche nella selezione e nel caricamento di un prodotto che risulti particolarmente rappresentativo dell’anno scolastico trascorso. In questo ambito, il docente tutor svolge una duplice funzione: da un lato offre un supporto operativo, ad esempio in caso di difficoltà tecniche nel caricamento; dall’altro interviene soprattutto nella fase preventiva, accompagnando lo studente verso una scelta più consapevole. Non è raro, infatti, che emergano dubbi tra più esperienze ritenute significative: in questi casi, il tutor può fornire criteri di orientamento e stimolare una riflessione critica che renda la decisione un momento ad alto valore formativo. Può verificarsi anche la situazione opposta, in cui lo studente fatichi a individuare un proprio “capolavoro”. Proprio in questi casi il ruolo del tutor diventa ancora più rilevante: attraverso il dialogo e la rivisitazione del percorso svolto, può aiutare a far emergere elementi di valore anche se inizialmente non riconosciuti. Il suo intervento non si limita quindi a “suggerire” un prodotto da inserire come capolavoro, ma sostiene un processo di consapevolezza più ampio, favorendo la capacità dello studente di attribuire significato alle proprie esperienze e di riconoscere progressi, interessi e potenzialità utili per orientare le scelte future.
Il controllo dell’E-portfolio
Quanto appena esposto rappresenta l’iter procedurale da svolgere per il caricamento e la compilazione delle sezioni. Ulteriore compito del tutor è quello di monitorare e verificare che tutti gli studenti assegnati abbiano effettivamente adempiuto a quanto richiesto, sollecitando coloro che non avessero ancora completato le operazioni previste a provvedere nel più breve tempo possibile. Pur non essendo previste scadenze uniformi a livello normativo, è evidente che tali attività debbano comunque essere portate a termine entro la conclusione delle lezioni. In alcune istituzioni scolastiche, inoltre, per le classi quinte si tende ad anticipare i tempi di completamento in considerazione delle esigenze legate allo svolgimento dell’Esame di Maturità.
Classi quinte: il Curriculum dello studente
A proposito delle classi quinte, accedendo ai profili degli studenti assegnati i tutor possono visionare in anteprima il Curriculum degli stessi. Quest’ultimo documento riepiloga il profilo dello studente e le attività inserite su UNICA ed assume un valore notevole, anche alla luce delle ultime novità in materia di esame. Il tutor, assicurandosi del corretto caricamento delle sezioni di cui in precedenza, sostanzialmente effettua un controllo anche sul contenuto del curriculum, rilevando eventuali lacune o incongruenze e segnalando agli studenti interessati di provvedere alle rettifiche necessarie.
Il docente tutor consigliere delle famiglie: in che modo?
Come esposto in premessa, oltre al supporto allo studente, il docente tutor si pone come consigliere delle famiglie, ponendosi come riferimento per accompagnarle nei momenti più delicati delle scelte formative e professionali dei figli. Anche in questo caso, soprattutto al termine dell’anno scolastico, è possibile fissare delle finestre per degli incontri aperti alle famiglie in cui si restituiscono dati relativi ai percorsi di studio, agli sbocchi occupazionali e alle tendenze del contesto territoriale (ma anche nazionale), rendendoli comprensibili e significativi. Per queste informazioni è fondamentale il raccordo con il docente orientatore. Va inoltre valorizzato il percorso individuale dello studente, offrendo alle famiglie una lettura evolutiva delle competenze e dei progressi riscontrati. In questo senso, contribuisce a costruire la famosa “alleanza educativa” in modo più solido, in cui scuola e famiglia collaborano per accompagnare lo studente verso un progetto di vita coerente e sostenibile.
La rendicontazione
Infine, è buona prassi che tutte le attività siano rendicontate. Come già spiegato in un precedente articolo, il compenso del docente tutor, che per quest’anno è ricompreso tra un valore minimo pari a 1.589,68 euro lordo Stato e un valore massimo pari a 2.725,16 euro lordo Stato in base alle risorse assegnate al singolo istituto e all’esito della contrattazione integrativa, non è soggetto ad un numero minimo di ore svolte.
Il docente tutor è retribuito sulla base dell’incarico conferito, che ha natura complessa e che non può prevedere una specifica attribuzione monetaria in relazione alle ore effettivamente prodotte. Ciò perché non è possibile quantificare con precisione l’apporto offerto, come accade, ad esempio, con i corsi PNRR o anche con i corsi all’interno dei POC per l’orientamento.
Ciò premesso, è quasi sempre richiesta da parte della dirigenza una relazione/rendicontazione di quanto svolto. Questa può contenere il numero di ore prodotte (che, va ribadito, non incidono in senso stretto sul riconoscimento del compenso), le azioni compiute, sia individualmente che insieme al gruppo dei docenti tutor, gli obiettivi raggiunti con le attività proposte e le eventuali criticità riscontrate.
Oltre alla rendicontazione del lavoro realizzato, le relazioni dei docenti tutor permettono di effettuare una valutazione complessiva, con elementi che possono essere d’aiuto per la programmazione delle attività del successivo anno scolastico.
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