Calabria

Isola Capo Rizzuto, “Scarface” dal carcere cercò di arrivare al pentito Marino per farsi scagionare

Pasquale Manfredi, detto “Scarface”, il 49enne boss dell’omonima cosca di Isola Capo Rizzuto, dal carcere di Napoli era pronto ad offrire 50mila euro al collaboratore di giustizia di Crotone, Vincenzo Marino, affinché ritrattasse le accuse che avevano contribuito a farlo condannare all’ergastolo per l’omicidio di Pasquale Tipaldi, avvenuto il 24 dicembre 2005. E permettere così la revisione del processo.
È una delle storie criminali contenute nelle carte dell’inchiesta “Libeccio” della Dda di Catanzaro sfociata ieri mattina negli arresti di 19 persone, tra presunti affiliati e sodali del clan Manfredi-Nicoscia, collegato al clan Arena.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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