Gruff Rhys – La TOP 10 Brani

In occasione della recente reunion dei Super Furry Animals e soprattutto in preparazione dell’imminente tour italiano — con tappe a Bologna mercoledì 11 marzo e a Roma per Unplugged In Monti giovedì 12 marzo — ripercorriamo la carriera solista di Gruff Rhys. Tra melodie ipnotiche, testi surreali e sperimentazioni sonore, dieci brani che incarnano al meglio il talento e l’originalità di uno dei cantautori più creativi del panorama contemporaneo.
10. Amen
2023, da “The Almond & The Seahorse” OST
I registi Tom Stern e Celyn Jones (quest’ultimo anche autore della pièce teatrale da cui è tratto il film) affidano a Gruff Rhys la colonna sonora del loro “The Almond & the Seahorse”, toccante drama sui rapporti di coppia e sulla perdita della memoria. Rhys si cala perfettamente nel ruolo confezionando un doppio album di ballate malinconiche, frammenti strumentali e brani di pop psichedelico orchestrale. Il singolo “Amen” ne rappresenta l’essenza: sospeso su delicati accordi di pianoforte prima di aprirsi, in zona ritornello, in un crescendo melodico di archi e nostalgia che suggella con dolcezza il finale emotivo del film.
9. Epynt
2005, da “Yr Atal Genhedlaeth”
Nel 2005 i Super Furry Animals sono ancora una band attiva e prolifica — a fine maggio uscira “Love Kraft” — ma è anche l’anno in cui i cinque gallesi iniziano a immaginarsi una vita artistica, se non lontana, quanto meno parallela al progetto principale. A fare il primo passo ufficiale è proprio Gruff Rhys, che in quei mesi sperimenta per la prima volta la via solista con “Yr Atal Genhedlaeth”, un lavoro decisamente lo?fi e interamente cantato in gallese. Manifesto di questa uscita è l’energica “Epynt”: meno di due minuti di punk surreale e giocoso, intriso di psichedelia e dello spirito irriverente tipico di Rhys.
8. Pang!
2019, da “Pang!”
Nel settembre del 2019 Gruff Rhys pubblica il suo disco forse più eccentrico, “Pang!”. L’album introduce nel microcosmo sonoro dell’artista gallese beat elettronici e ritmi africani, grazie anche al lavoro del produttore sudafricano Muzi, che ne cura produzione e mix. Tra i musicisti coinvolti compare anche N’famady Kouyaté al balafon, uno xilofono tipico dell’Africa occidentale. La title track, “Pang!”, è il brano che più resta incollato alle orecchie: una piccola marcetta pop impreziosita da groove afro ed elettronici.
7. Frontier Man
2018, da “Babelsberg”
Settanta musicisti della BBC National Orchestra of Wales affiancano Rhys in questa ballata cantautorale dal sapore classico, dove inserti orchestrali e cori femminili evocano il gusto teatrale del primo Scott Walker, mentre la linea vocale e l’atmosfera sognante richiamano anche lo stile cinematografico e malinconico di Lee Hazlewood.
6. Bad Friend
2024, da “Sadness Sets Me Free”
“Bad Friend” è uno dei momenti più intimi e riflessivi di “Sadness Sets Me Free“ album che Gruff Rhys pubblica nel 2021. Lento e contemplativo, il brano mette in luce il lato più cantautorale, vulnerabile e introspettivo del leader dei Super Furry Animals, trasformando malinconia e rimpianto in una melodia limpida e immediata.
5. Loan Your Loneliness
2021, da “Seeking New Gods”
Tra tutti i brani solisti di Gruff Rhys, nessuno come “Loan Your Loneliness” sembra essere saltato fuori direttamente dal cassetto dei pezzi inediti, e mai pubblicati, dei Super Furry Animals. Pop elegante e giocoso dall’andamento mid?tempo, il brano è sorretto da arpeggi di chitarra e pianoforte, arricchito da delicati arrangiamenti orchestrali e da linee vocali orecchiabili e sognanti, capaci di trasformare malinconia e introspezione in un’esperienza sonora luminosa e immediata.
4. American Interior
2013, da “American Interior”
Pubblicato nel 2014, “American Interior” è uno dei progetti più ambiziosi di Gruff Rhys: non solo un album, ma anche un documentario e un libro dedicati alla figura di John Evans, esploratore gallese del XVIII secolo in cerca di una leggendaria “valle d’oro” negli Stati Uniti occidentali. Al centro del progetto emerge la title track, che concentra l’intera storia del nostro avventuriero in una ballata folk-psichedelica sognante, costruita su chitarre acustiche, archi orchestrali e melodie cristalline. Narrazione storica e arrangiamenti cinematografici trasformano il brano in un viaggio musicale epico e immersivo, perfetto manifesto della visione sonora di Rhys.
3. Taro #1 + #2
2025, da “Dim Probs”
Con cadenza quasi decennale, Gruff Rhys torna alle sue origini. A vent’anni dal debutto “Yr Atal Genhedlaeth” (2005) e sette da “Pang!” (2019), esce “Dim Probs”, il suo terzo lavoro interamente in gallese, pubblicato per la Rock Action dei Mogwai. L’album, arricchito dalla partecipazione di Cate Le Bon e H. Hawkline, mescola tradizione e sperimentazione. Su tutte spicca “Taro #1 + #2″, con fiati incalzanti, tastiere e sintetizzatori in primo piano, che ne fanno uno dei brani più ambiziosi e riusciti del disco, esempio perfetto della capacità di Rhys di coniugare inventiva e melodia.
2. Candylion
2007, da “Candylion”
Archiviato il debutto interamente cantato in gallese, Gruff Rhys pubblica il suo primo lavoro in lingua inglese, iniziando a far conoscere la sua produzione solista anche al di fuori della Gran Bretagna. “Candylion” riceverà ottimi riscontri da critica e pubblico, definendo la cifra stilistica che caratterizzerà le sue produzioni successive: una deliziosa esplorazione del pop psichedelico e del folk, pieno di melodie luminose e arrangiamenti raffinati, come sottolineava all’epoca il sito AllMusic. La title track è il manifesto assoluto del “Gruff Rhys sound”, una surreale e giocosa filastrocca folk-pop, che richiama per leggerezza e inventiva brani come “Ob-La-Di, Ob-La-Da“ e “Octopus’s Garden“ dei Beatles, trasformando immagini giocose in una melodia sognante e memorabile.
1. Shark Ridden Waters
2011, da “Hotel Shampoo”
Tra suggestioni di cinema italiano anni ’60 e luminose atmosfere sunshine pop di Beach Boysiana memoria, Gruff Rhys confeziona con “Shark Ridden Waters” un piccolo gioiello di pop sofisticato e sognante, dove eleganza rétro e melodia cristallina si fondono in un brano di irresistibile fascino cinematografico.
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