Toscana

Stand Up For Africa, l’appuntamento evento con Mariana Ferrato


Sabato 14 marzo, alle 17, presso l’Hymmo Art Lab, in via Monte 1 a Pratovecchio, è prevista la restituzione pubblica del primo laboratorio attivato nell’ambito del progetto Stand Up For Africa 2025/26. Il progetto, a cura di Pietro Gaglianò, ha vista impegnata l’artista italo-argentina Mariana Ferratto che nell’occasione esporrà l’opera dal titolo Potluck.

Potluck è un termine inglese che descrive un tipo di incontro tra amici o conoscenti, o tra persone di una stessa comunità, in cui ognuno porta qualcosa da mangiare per contribuire a una cena collettiva: una pentola (pot) con quello che la fortuna o il caso (luck) ci fa finire dentro. Questa usanza, comune in qualsiasi parte del mondo, parla di incontri e di scambi, di accoglienza e di meticciamento. Sono tutti concetti impliciti nel progetto che Mariana Ferratto ha realizzato nel corso del suo passaggio a Pratovecchio Stia per SUFA 2025. 

In occasione di più appuntamenti con la comunità l’artista ha incontrato vecchi e nuovi abitanti chiedendo loro di raccontare storie, sia legate alla memoria privata sia al patrimonio comune di racconti e invenzioni della cultura di provenienza. Al centro di ogni storia una creatura fantastica, un mosto, un animale mitologico, una presenza benigna o minacciosa: quegli esseri immaginari, a volte arcaici a volte inventati dalla fantasia di un bambino o di una nonna, che ricorrono in tutte le nostre memorie. I racconti sono stati trasformati in immagini: una serie di disegni che Ferratto ha poi composto in una creatura eteroclita, un innesto di molte fantasie e di molte storie che illustra in un modo nuovo la bellezza della varietà sociale, con tutta la sua ricchezza e tutta la sua complessità. Ne è nata l’opera Potluck, che forse è il nome della creatura o forse no, che però descrive bene il processo di incontro e creazione che ha ispirato Mariana Ferratto nella sua esplorazione del Casentino. Chiamando ancora a raccolta la comunità casentinese, l’artista ha infine dato forma alla creatura cucendo assieme tutte le sue parti utilizzando il panno casentinese. 

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