Menarini cresce in tutto il mondo e il fatturato vola a quota 4,88 miliardi (+6,2%)
Il fatturato 2025 del gruppo farmaceutico Menarini ha raggiunto quota 4,887 miliardi di euro di (+6,2% rispetto al 2024), con un Ebitda che si assesta fra 440 e 470 milioni, in linea con i 450 milioni dei dodici mesi precedenti. Lo ha detto Lucia Aleotti, azionista e membro del Board di Menarini, durante la conferenza stampa a Firenze di presentazione dei dati finanziari del Gruppo, che celebra i 140 anni di attività, aggiungendo che l’81% del fatturato deriva dai mercati esteri, il restante 19% dall’Italia. “Il gruppo è prudente e solido – ha sottolineato Aleotti – con una crescita sostenuta nei mercati occidentali, in particolare negli Stati Uniti con la molecola elacestrant autorizzata per il tumore metastatico al seno. E avrebbe potuto essere ancora più consistente senza l’indebolimento del dollaro che ha pesato per 60 milioni tra Nord, Centro e Sud America”. Menarini cresce anche in Cina, dove ha faticato negli ultimi anni, negli Emirati e nel Sud Est asiatico “lasciando ben sperare per il 2026 al netto degli sviluppi della crisi in Medio Oriente”.
Vendute 905 milioni confezioni di farmaci
Complessivamente in tutto il mondo Menarini ha venduto 905 milioni confezioni di farmaci, 30 milioni in più rispetto allo scorso anno. “Anche i nostri investimenti in ricerca e sviluppo sono in crescita – ha aggiunto Aleotti -: nel 2024 sono stati 500 milioni, nell’anno che si è chiuso sono saliti a 540 milioni e questo indica la nostra determinazione a proseguire sulla strada dell’innovazione attraverso il reinvestimento totale degli utili”. Circa 120 milioni sono stati investiti in tecnologia, compresa la cybersecurity. Menarini è presente in 140 Paesi attraverso filiali, distributori e licenziatari, con 18 stabilimenti produttivi prevalentemente in Europa. “E per la prima volta – ha sottolineato Aleotti – più della metà dei nostri 17.800 dipendenti è donna”.
Nello stabilimento di Firenze, sede storica del gruppo è stato recentemente dato il via libera un nuovo investimento nel reparto fiale per la ristrutturazione e l’acquisizione di una nuova linea in asepsi. “Crediamo fortemente alla nostra fiorentinità – ha evidenziato Aleotti – quindi anche se siamo letteralmente a 500 metri in linea d’aria dal Duomo di Firenze spingiamo per questo investimento per rendere anche questo stabilimento sempre più efficiente e al passo con i tempi. Si tratta di 14-15 milioni di euro”.
“Noi vogliamo creare un’azienda ammiraglia in oncologia – ha aggiunto la Ceo Elcin Barker Ergun – un’azienda innovativa: ma l’Europa ci deve accompagnare e non soccombere alla guerra per la leadership tra Usa e Cina”.
L’Europa cambi rotta sulle politiche anti-industriali
E proprio sui mercati internazionali, al momento instabili, si gioca il futuro dell’industria farmaceutica. “Accanto ai competitor tradizionali nel campo farmaceutico ora si sono schierati I governi, a partire da Stati Uniti e Cina – ha sottolineato ancora Aleotti -. Per questo l’Unione europea deve fermare le politiche anti-industriali e sostenere la competitività che non è legata solo ai fatturati ma anche all’indipendenza delle nostre economie”. Nel mirino sono finite le nuove norme Ue sui brevetti farmaceutici e la direttiva sulle acque reflue. “Andrebbe aumentata la durata della proprietà intellettuale in Europa – ha spiegato Aleotti – perché nella farmaceutica la proprietà intellettuale è l’incentivo numero uno per l’industria a investire in ricerca e sviluppo, ed è anche ciò che consente il ritorno degli investimenti, per cui gli investimenti crescono ancora aumentando le terapie innovative per i pazienti”. La direttiva sulle acque reflue, invece, viene definita “una tassa sulla pipì” perché costringe le industrie farmaceutiche a depurare i fiumi per i residui farmaceutici espulsi dai pazienti. “Secondo Farmindustria tedesca – ha detto – il costo è pari a 12 miliardi di euro l’anno. Considerando che per lo sviluppo di un farmaco serve un investimento di circa 1,2 miliardi, questo significa dieci farmaci che ogni anno non verranno sviluppati”.
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