Calabria sempre più “assetata” e a rischio idrico e geologico
L’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, nelle scorse settimane, ha pubblicato l’aggiornamento del Piano di gestione delle acque (PGA) e del Piano di gestione del rischio alluvioni (PRGA): due documenti di programmazione, approvati con la partecipazione di oltre 170 soggetti tra Enti istituzionali e comunità territoriali, che illustrano lo stato di avanzamento dei processi in corso partendo da una “mappa” della situazione dei bacini idrografici delle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e ovviamente delle rispettive criticità, da una parte in termini di disponibilità di acqua potabile, dall’altra di rischio di alluvioni ed eventi disastrosi dal punto di vista idrogeologico.
Per quanto riguarda il PGA, è stata condotta una ricognizione della classificazione dello stato qualitativo sulla scorta dei dati rilevati attraverso il programma di monitoraggio su tutto il territorio distrettuale. Una ricognizione da completare con la verifica della rete di monitoraggio e la relativa integrazione d’intesa con le Regioni. Inoltre, si è proceduto ad un aggiornamento anche del Registro delle Aree protette (passate da 883 a 912 nel Distretto), che include anche le acque a specifica destinazione – come le acque destinate al consumo umano – e le acque che necessitano di specifiche azioni di tutela, quali ad esempio le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola, per i quali l’Italia è oggetto di una procedura di infrazione.
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