Lazio

100 milioni di euro per la sfida tecnologica

Non sono solo bandi, ma i pilastri di una vera e propria strategia industriale. La vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha presentato oggi a Roma i due nuovi avvisi strategici finanziati dal PR FESR 2021-2027: STEP-FRI e Filiere Tecnologiche 2026.

Un’operazione che vede scendere in campo partner di peso come Cassa Depositi e Prestiti (CDP), il Rome Technopole e la Sapienza Università di Roma.

I due pilastri della crescita: STEP e Filiere

L’intervento si articola su due binari complementari, pensati per coprire l’intera catena del valore, dalla ricerca alla produzione industriale:

STEP – FRI (30 milioni di euro): Gestito con una procedura a sportello, questo strumento punta dritto alla fabbricazione di tecnologie critiche. È rivolto a imprese di ogni dimensione che investono nel Lazio in ambiti come biotecnologie, difesa, cleantech e digitale. La forza del bando risiede nel mix finanziario: un’integrazione di fondo perduto, contributo in conto interessi e finanziamento agevolato.

Filiere Tecnologiche 2026 (55 milioni di euro): Qui l’obiettivo è il “gioco di squadra”. Le risorse premieranno progetti di ricerca e sviluppo realizzati da PMI in collaborazione con Grandi Imprese e Organismi di Ricerca. In questo caso, la selezione avverrà tramite graduatoria, premiando la qualità scientifica e il valore aggiunto per l’ecosistema regionale.

La spinta alle Startup: il fondo sale a 100 milioni

«Non si tratta di interventi isolati», ha sottolineato Angelilli durante il suo intervento. Ai due avvisi principali si aggiungono infatti altri 15 milioni di euro dedicati specificamente al Technology Transfer e al sostegno Pre-seed per le startup.

Una dotazione complessiva di 100 milioni che punta a colmare il divario tra l’intuizione del ricercatore e il mercato globale.

Un ecosistema integrato

Alla presentazione hanno preso parte figure chiave del sistema innovazione: da Tiziana Petucci (Direzione Sviluppo Economico Regione Lazio) a Maria Sabrina Sarto (Prorettrice Sapienza), fino a Francesco Marcolini (Presidente Lazio Innova) e Alessia Valentinetti (CDP).

Il messaggio uscito dall’Ara Pacis è univoco: il Lazio vuole smettere di essere solo un bacino di competenze per diventare una “fabbrica di futuro” capace di creare occupazione qualificata e attrarre investimenti internazionali.

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