dai taxi carichi di hashish ai doppifondi nel tettuccio. 11 arresti
Non ci sono più le vedette agli angoli delle strade. Lo spaccio, oggi, viaggia su Telegram, si nasconde in involucri di cioccolata e si sposta a bordo di insospettabili taxi.
Gli agenti della Polizia di Stato, in una serie di blitz coordinati tra il centro storico e la provincia, hanno stroncato un ingranaggio criminale capace di nascondere la droga persino nel rivestimento del tettuccio delle auto.
La “droga del palloncino” a Campo Marzio
Il colpo più scenografico è avvenuto tra le vie del lusso e del divertimento notturno. Gli agenti del Distretto Trevi-Campo Marzio hanno intercettato due cittadini nordafricani a bordo di un’auto trasformata in un magazzino ambulante.
Nel tettuccio imbottito nascondevano un mix micidiale: cocaina, ecstasy e diverse dosi di protossido di azoto, la cosiddetta “droga del palloncino”, sempre più diffusa tra i giovanissimi nei luoghi della movida. Sequestrati anche 2.500 euro in contanti, incassati tra un appuntamento via chat e l’altro.
Hashish “griffato” in taxi e ovetti al crack
La fantasia dei pusher per eludere i controlli non ha conosciuto limiti in questo weekend:
Il traghettatore in taxi: A San Basilio, un 53enne romano è stato sorpreso con oltre un chilo di hashish suddiviso in panetti che portavano l’etichetta di una nota marca di champagne. Pensava che il taxi fosse lo schermo perfetto per passare inosservato.
Dolci sorprese: Tra viale Marconi e via Tiburtina, i poliziotti hanno bloccato corrieri che nascondevano crack e cocaina all’interno di pacchetti di sigarette e, in un caso, persino dentro ovetti di cioccolata.
Magneti e fughe: Un altro spacciatore aveva installato un sistema a calamita sotto l’auto per sganciare la droga in caso di inseguimento, mentre una donna sulla Tuscolana è stata trovata con 8.000 euro in contanti e 150 grammi di polvere bianca in casa.
I laboratori del “fai da te”
L’offensiva ha colpito anche le basi logistiche. A Fidene, un negozio era diventato la copertura per lo stoccaggio, mentre a Colleferro un uomo già agli arresti domiciliari aveva trasformato la propria abitazione in un laboratorio chimico per il taglio e il confezionamento delle dosi.
Infine, sul litorale di Civitavecchia, è finito in manette un pusher che girava con una giacca letteralmente “imbottita” con mezzo chilo di hashish.
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