Toscana

Il crocifisso di Rosano













A tre chilometri da Pontassieve (Firenze), ma nel territorio comunale del più lontano Bagno a Ripoli, c’è Rosano, una piccolissima frazione che ospita un enorme convento di clausura. Piccola curiosità, anni addietro era un luogo caro a Papa Ratzinger, che lo frequentava per periodi di ritiro e di studio.

Nell’antica chiesa del convento, accessibile dall’esterno ogni giorno poco prima di mezzogiorno, quando si prepara la celebrazione della messa, si può ammirare la suggestiva e antichissima cripta (vedi foto), ma quello che merita il viaggio è lo splendido crocifisso dipinto appeso dietro l’altare maggiore. Datato intorno agli anni venti del 1100, è uno dei primi crocifissi medievali in Toscana. Si tratta della rappresentazione di un Cristo Trionfante, che poi significa “vivo sulla croce”, “trionfante sulla morte”, comunque “non sofferente”.

Crocifisso Rosano

E’ opera di ignoto, che come sempre avviene in questi casi è stato denominato Maestro di Rosano. Si tratta di un’opera tenera e bella, sia per colori che per forma quasi naif, col significato di ingenuo che questo termine porta con sé. Intorno al corpo crocifisso sono dipinte scene della vita di Gesù.

Lo so, non è il massimo andare a Rosano per godersi questo crocifisso (recentemente restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze) per dieci minuti, ma credetemi, ne vale veramente la pena, anche per quella bottega-trattoria che si trova cinquanta metri più in là e offre affettati, dolci e pietanze pienamente toscani.

Cripta Rosano

Svelo un piccolo segreto: la prima volta che sono andato a Rosano non sapevo dell’orario delle messe e delle visite eventuali; era ancora presto e arrivai alla ruota (quella per i bambini…), che si trova dentro una stanzina laterale, suonando l’apposito campanello. Mi dichiarai per quel che ero, cioè un fotografo giornalista voglioso di vedere cotanto capolavoro. Chiesi il permesso a una giovane suora che non potei vedere (ma solo sentire). Mi disse di aspettare massimo cinque minuti davanti al portone della chiesa perché mi avrebbe aperto. Così fu, poi scomparve lesta. Così potei godere della vista del Cristo da solo, fotografandolo e riprendendolo con calma. Rimasi incantato. Sì, l’illuminazione potrebbe essere migliore, ma è semplicemente favoloso. Manca un pezzo (quello della scritta Inri) sopra la testa, ma vale davvero la pena andarlo a conoscere.

 

























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