Attenzione a Telegram: le truffe esplodono del 233%, i dati Revolut
Sempre più truffe nascono dove ci si sente più protetti: nelle chat private e nei social che usiamo ogni giorno. Il nuovo rapporto sulla sicurezza dei consumatori di Revolut fotografa un 2025 in cui i criminali digitali spostano il baricentro dalle bacheche pubbliche ai canali crittografati.
Al centro c’è Telegram, che in un solo anno diventa la fonte di frodi in più rapida crescita, mentre le piattaforme di Meta restano comunque la principale origine delle segnalazioni. Il quadro che emerge, soprattutto per l’Italia, indica la necessità di regole più severe e di un controllo più incisivo sulle grandi piattaforme online.
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Telegram, crescita esplosiva delle truffe
Secondo il Consumer Security and Financial Crime Report 2025 di Revolut, i casi di frode legati a Telegram sono aumentati a livello globale del 233% rispetto al 2024. Le frodi riconducibili all’app rappresentano ormai il 21% di tutte le truffe segnalate alla fintech.
Il rapporto evidenzia come la combinazione di crittografia e anonimato renda Telegram un terreno favorevole per schemi più complessi.
A livello globale, il 58% di tutte le truffe sul lavoro monitorate da Revolut ha ormai origine proprio su Telegram, segno di un utilizzo sistematico della piattaforma per colpire chi cerca opportunità occupazionali.
In Italia l’impatto risulta ancora più marcato: il 34% delle truffe segnalate nel 2025 – la quota più alta tra i Paesi europei considerati – parte da Telegram. Nel nostro Paese le truffe sugli acquisti restano il rischio principale per i clienti Revolut, con una quota del 44% di tutti i casi registrati.
Meta resta la principale fonte, TikTok accelera
Nonostante l’avanzata di Telegram, le piattaforme di Meta mantengono il ruolo di principale origine delle frodi segnalate a Revolut. Nel 2025, Facebook, Instagram e gli altri servizi del gruppo rappresentano complessivamente il 44% di tutte le truffe denunciate a livello globale, per il quarto periodo consecutivo.
Il report segnala anche TikTok tra le piattaforme in crescita sul fronte delle frodi. Pur partendo da volumi ancora contenuti rispetto ai grandi social consolidati, la quota di truffe che nasce sull’app è aumentata di 6 volte rispetto all’anno precedente, indicando un interesse crescente dei criminali per il social video.
Acquisti e lavoro, le truffe che colpiscono di più
Nel 2025 le truffe sugli acquisti restano la categoria più diffusa a livello globale, con il 57% di tutte le frodi segnalate a Revolut. Nonostante l’evoluzione delle tecniche criminali, questa tipologia mantiene un peso stabile nel tempo.
Il vero balzo riguarda però le truffe sul lavoro, che il rapporto identifica come la forma di frode in più rapida crescita. A livello mondiale i casi sono aumentati di circa 3 volte rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare il 22% di tutte le truffe monitorate nel 2025.
Il business degli annunci fraudolenti
I dati citati da Revolut includono anche una ricerca di Juniper Research sui ricavi generati dagli annunci fraudolenti. Secondo questa analisi, nel solo 2025 le piattaforme di social media hanno incassato circa 4,4 miliardi di euro in Europa da pubblicità collegate a contenuti di truffa.
Il rapporto sottolinea come questi incentivi economici rendano ancora più urgente un quadro di responsabilità chiaro per chi ospita e monetizza contenuti che possono danneggiare gli utenti.
Norme UE e appello alle autorità italiane
Revolut accoglie positivamente le nuove norme antifrode dell’Unione Europea, in particolare quelle previste dal prossimo Regolamento sui servizi di pagamento (PSR) e dalla futura strategia europea contro le frodi online. Secondo la società, queste iniziative vanno nella direzione di una maggiore tutela per i consumatori.
Allo stesso tempo, il report avverte che la crescita rapida delle frodi sulle piattaforme online richiede sforzi aggiuntivi. Revolut invita le autorità italiane a rafforzare il quadro regolatorio esistente, soprattutto in tema di responsabilità delle piattaforme e di vigilanza, e a dare priorità a misure preventive più incisive per proteggere i cittadini da minacce in continua evoluzione.
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