Lazio

Stranezze di città, ​il fango diventerà parte integrante dell’arredo urbano di via dei Frassini?

Non è un ragazzo, è un uomo adulto, si chiama Kwaku (nato di mercoledì), è originario del Ghana, è laureato. L’ho visto tante volte nelle vie di Centocelle a scopare i marciapiedi che sono sempre pieni di foglie, di cartaccia, di plastica, di bottiglie di birra e di vino vuote.

Mentre oggi spazzava il marciapiedi in via dei Platani, per racimolare pochi centesimi di euro, mi ha chiamato: “Ciao zio”. Ho subito riconosciuto la voce di Kwaku .

In Ghana la società è come un’unica grande famiglia e ogni persona anziana è vista come unozio. Chiamare “zio” un uomo più grande è un segno di profondo rispetto, deferenza ed educazione.

Noi ci conosciamo, – mi dice – ti ricordi di me?. il mio cellulare ha internet e leggo sempre i tuoi articoli su Abitare A Roma, hai anche una rubrica nel giornale, “ Stranezze di Città”, e ultimamente ho letto anche l’articolo del 14 febbraio 2026 sul laghetto di acqua piovana all’angolo di via dei Frassini e viale delle Gardenie.

Ti ho visto a via dei Frassini questa mattina, mentre scattavi le foto al fango prelevato dalle caditoie 

È corretto, questa mattina, dopo circa due settimane, sono tornato a via dei Frassini. 

L’acqua piovana è scomparsa ma non la fanghiglia secca sulla strada e sui marciapiedi. 

Si sono anche aggiunti sul passaggio pedonale due “montarozzi” di fango, un termine del dialetto romanesco che indica un cumulo di terra, che dovrebbero essere portati via da qualche squadra dedicata al prelievo di inerti. 

Se ciò non dovesse avvenire, c’è il rischio che i due “montarozzi” diventino parte integrante dell’arredo urbano di via dei Frassini.  

Va ricordato che il fango prelevato dalla caditoia è un “rifiuto speciale che se  lasciato al sole si secca e si polverizza 

Kwaku è un osservatore attento  e nella chiacchierata con me ha volutamente ragionato con la testa di un “Capo Area” che ha pianificato la pulizia delle caditoie a via dei Frassini e viale delle Gardenie. ​​

Ho mille caditoie da sbloccare entro fine mese – mi dice – per evitare allagamenti, se mando una squadra a fare l’apertura, lo spurgo, il trasporto, lo smaltimento, pulisco cinque caditoie al giorno. Se ne mando una a stappare e un’altra a raccogliere, con molta calma, sulla carta ho risolto il problema idraulico in metà tempo. Nel mio database, la casella “pulizia effettuata” risulterà  spuntata e  Il fango lasciato al sole si seccherà, si polverizzerà e male che vada alla prima pioggia rientrerà esattamente dove stava prima, senza tappare la caditoia”.

Kwaku ha volutamente ragionato anche con la testa degli operai: “l’ordine di servizio cita di sturare la caditoia e assicurarsi che l’acqua defluisca. Non c’è scritto che vanno smaltiti i fanghi speciali.

I fanghi delle caditoie sono classificati come rifiuti speciali, spesso contenenti idrocarburi e metalli pesanti, che io non li posso gettare nel cassonetto e nemmeno il mezzo che ho è autorizzato al trasporto di tali rifiuti.

Non posso certo  rischiare una multa a mio carico per trasporto illecito e non posso nemmeno rischiare di  sporcare il camioncino. 

La cosa migliore per me è lasciare il fango sul marciapiedi … in attesa che qualcuno passi a prelevarlo

Kwaku ha capito che c’è possibilità di lavorare per pulire le caditoie di Roma e mi chiede “Zio, come si entra nell’attività commerciale delle caditoie? Io cercherò ditte che hanno già i mezzi di autospurgo ma non hanno la manovalanza che ha voglia e bisogno di lavorare”

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