ultimatum dei vincitori della “terza opzione”
Il bando dei taxi nella Capitale continua a far discutere. La controversia tra il Comune e i tassisti che hanno scelto la cosiddetta “terza opzione” si arricchisce di un nuovo capitolo: venerdì 8 maggio, i vincitori già riconosciuti dalla giustizia amministrativa hanno inviato ufficialmente le PEC al Dipartimento Mobilità, reclamando l’assegnazione delle licenze ordinarie. La mossa anticipa l’udienza cruciale del 10 giugno e rappresenta un chiaro segnale politico e legale.
La genesi della “terza opzione”
Il concorso, lanciato nell’ottobre 2024, metteva in palio 1.000 nuove licenze, di cui 800 ordinarie e 200 dedicate ai disabili. La “terza opzione” consentiva ai candidati di concorrere contemporaneamente per entrambe le categorie.
Tuttavia, il Comune interpretò questa scelta come uno strumento per colmare i vuoti nella graduatoria delle licenze per disabili, spostando automaticamente i candidati più meritevoli dalla lista ordinaria a quella speciale.
Il Tar del Lazio ha già smontato questo meccanismo, chiarendo che le graduatorie devono rispettare esclusivamente l’ordine dei punteggi, senza alcuna forzatura.
La resistenza del Campidoglio
Nonostante la sentenza sia definitiva e il Comune non abbia impugnato il provvedimento in Consiglio di Stato, l’attuazione pratica sembra bloccata.
Le graduatorie sono state formalmente riscritte, portando alcuni candidati dal 2500° posto fino alle prime posizioni, ma al momento le licenze assegnate restano esclusivamente quelle per disabili.
L’invio delle PEC e l’azione legale
L’invio delle PEC da parte dei vincitori mira a “cristallizzare” eventuali ulteriori ritardi o rifiuti del Comune.
In caso di mancata risposta, i tassisti porteranno la questione davanti al Tar il 10 giugno, chiedendo la nomina di un Commissario ad acta per forzare la consegna delle licenze ordinarie e garantire l’osservanza dei diritti dei vincitori.
Il danno economico e l’anno giubilare
La vicenda ha ripercussioni anche sul piano economico. Molti candidati esclusi hanno già presentato richieste di risarcimento, sottolineando come i ritardi abbiano comportato la perdita di mesi di lavoro durante l’anno giubilare, periodo di massimo guadagno per il settore taxi.
Per chi ha invece iniziato a lavorare con le licenze disabili, l’impossibilità di programmare l’acquisto della licenza ordinaria più costosa rappresenta un danno finanziario concreto.
Uno scenario complicato per le casse comunali
Se il Tar dovesse confermare la correzione delle graduatorie, il Campidoglio rischia un effetto domino. I tassisti che hanno già pagato fino a 75.500 euro per la licenza ordinaria potrebbero trovarsi esclusi dalle nuove graduatorie, aprendo la strada a nuovi contenziosi e richieste di rimborso.
Da concorso pensato per rafforzare il servizio, il bando rischia così di trasformarsi in un intricato labirinto amministrativo e giudiziario, con pesanti conseguenze economiche per Roma Capitale.
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