Le aule a scuola dovranno essere lasciate ordinate dagli alunni, così come l’hanno trovate

Gli studenti delle scuole medie e superiori dovranno lasciare aule, laboratori e palestre in ordine, nelle stesse condizioni in cui li hanno trovati al mattino. È quanto prevede una nuova nota del ministero dell’Istruzione e del merito firmata dal ministro Giuseppe Valditara.
La comunicazione, lunga una pagina e mezzo, punta a «responsabilizzare gli studenti sull’uso corretto dei beni pubblici». In concreto, le scuole sono invitate a promuovere pratiche quotidiane per mantenere puliti e ordinati gli ambienti scolastici. Al termine delle lezioni, gli alunni dovranno sistemare banchi e sedie, non lasciare rifiuti a terra, riordinare eventuali materiali utilizzati durante le attività didattiche. Le stesse regole valgono per laboratori e palestre.
Le indicazioni si collegano alle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica e allo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. Il ministero suggerisce ai dirigenti scolastici di inserire regole specifiche nei regolamenti di istituto e nel patto educativo di corresponsabilità, il documento che viene firmato anche dalle famiglie all’inizio dell’anno.
Secondo il ministro, prendersi cura degli spazi comuni è «un esercizio di convivenza civile» e un modo per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che appartengono alla comunità. Sulla stessa linea il presidente dell’associazione nazionale presidi, che ha parlato di indicazioni di «buon senso».
Non si tratta solo di raccomandazioni. Valditara ha firmato anche un decreto che stanzia 30 milioni di euro a livello nazionale per finanziare progetti didattici dedicati alla cura e alla valorizzazione degli spazi scolastici e dei parchi pubblici. Le scuole potranno presentare progetti anche in collaborazione con enti locali, associazioni e fondazioni. L’idea è trasformare spazi riqualificati in ambienti didattici all’aperto, da utilizzare per lezioni e attività educative.
In Umbria il provvedimento riguarda circa 80 mila studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, distribuiti tra istituti statali e paritari nelle due province di Perugia e Terni, secondo i dati più recenti del sistema informativo del ministero dell’Istruzione.
La regione presenta un’alta percentuale di edifici scolastici costruiti prima degli anni Ottanta, come emerge dai dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica pubblicati dal ministero. In molti casi si tratta di strutture che richiedono manutenzione costante e interventi di riqualificazione. In questo contesto, la cura quotidiana degli ambienti può incidere anche sulla conservazione degli spazi e sulla riduzione dei costi legati a piccoli danneggiamenti o incuria.
Negli ultimi anni diversi istituti umbri hanno avviato progetti di educazione ambientale e cittadinanza attiva, in collaborazione con Comuni e associazioni locali, utilizzando cortili e giardini scolastici come spazi didattici. Le nuove risorse nazionali potrebbero rafforzare queste esperienze, se le scuole presenteranno proposte finanziabili.
La novità, in sostanza, non introduce sanzioni automatiche né obblighi rigidi, ma chiede alle scuole di formalizzare e rendere sistematiche pratiche che in molti casi sono già adottate. L’obiettivo dichiarato è semplice: far percepire agli studenti che aule e palestre non sono spazi “di nessuno”, ma beni comuni da rispettare ogni giorno.
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