difesa, economia e geopolitica al centro dei colloqui
NEW DELHI – La lunga transizione di New Delhi dal sostegno incondizionato alla causa palestinese a un crescente allineamento strategico con lo Stato d’Israele ha compiuto ieri una nuova tappa, quando il primo ministro indiano Narendra Modi è atterrato all’Aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, dove ad attenderlo, un onore riservato solo agli ospiti di maggior prestigio, c’era il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu.
Racchiudere in una formula il senso del viaggio di Modi non è semplice, tanti e tali sono ormai i legami tra i due Paesi. Ma – complice il fatto che sullo sfondo della visita ci sono la tragedia di Gaza e l’ipotesi di un conflitto tra Stati Uniti e Iran – geopolitica e sicurezza sono destinate a giocare un ruolo centrale nei colloqui.
La Difesa è uno dei principali ambiti di collaborazione tra i due Paesi. Secondo le stime dello Stockholm International Peace Research Institute, l’India è ormai da anni il principale cliente dell’industria bellica israeliana: dal 2020 al 2024 il 34% dei sistemi di difesa esportati dallo Stato ebraico sono stati comprati dalle Forze armate di New Delhi. Del pacchetto hanno fatto parte droni, missili, sistemi radar ed equipaggiamenti per i reparti speciali. Le novità potrebbero riguardare l’acquisto e co-produzione di Iron Beam, un sistema laser per intercettare droni, missili e colpi di mortaio.
In generale, i rapporti economici tra India e Israele sono solidi. Con un interscambio di 3,62 miliardi di dollari, New Delhi è il secondo partner asiatico dello Stato ebraico e domenica Netanyahu ha anticipato nuove collaborazioni nei settori dell’intelligenza artificiale e del calcolo quantistico. Un altro tema di confronto sarà l’India-Middle East-Europe Economic Corridor (Imec), l’ambizioso progetto di de-risking infrastrutturale che punta a creare un’alternativa allo Stretto di Suez.
Nonostante i due Paesi abbiano molto in comune – attacchi terroristici, guerre frequenti, vicini ostili e due identità nazionali sempre più connotate in senso religioso – la partita politica e diplomatica si annuncia più complessa. Netanyahu intende annunciare quella che ha definito una «alleanza esagonale» con India, Grecia, Cipro e altri, non meglio specificati, Paesi asiatici e africani contro gli «assi radicali sciita e sunnita».
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