la risposta dal test del Dna

BRINDISI – L’esame del Dna ha dato ufficialmente un nome all’uomo rimasto vittima del terribile schianto dell’11 aprile scorso sulla strada statale 379. Si tratta di Paride Cazzato, 40enne originario di Tricase (Lecce), deceduto nell’incendio della propria auto a seguito di un violento tamponamento.
Il riconoscimento ufficiale è stato possibile grazie al lavoro della genetista Giacoma Mongelli. Attraverso il confronto tra i campioni biologici prelevati dai resti della vittima e le mappe genetiche dei familiari, è stata confermata l’identità dell’uomo, che era rimasto carbonizzato all’interno dell’abitacolo, rendendo inizialmente impossibile ogni identificazione visiva.
Secondo le ricostruzioni, Cazzato si trovava a bordo della sua Seat 127 quando è stato travolto da una Bmw sulla corsia in direzione Brindisi all’altezza di Torre Guacet. L’impatto è stato talmente violento da scatenare un incendio che ha inghiottito la Seat coinvolgendo anche la Bmw. Per il 40enne non c’è stato nulla da fare, è rimasto bloccato nell’abitacolo nonostante il tentativo dell’altro automobilista di salvargli la vita.
Il conducente della Bmw, un giovane di 29 anni, è risultato positivo all’alcol test, è attualmente indagato dalla Procura di Brindisi per il reato di omicidio stradale.
Con l’ufficialità del riconoscimento, la Procura ha concluso gli accertamenti necessari e ha concesso il nulla osta per la tumulazione. La salma sarà quindi restituita alla famiglia per le esequie e la sepoltura.
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