In 350 negozi il valore del bio, insalata pagata un terzo in più al produttore – In breve
Rendere evidente il compenso che
viene riconosciuto agli agricoltori biologici e biodinamici per
la difesa della salute della Terra e delle persone, affinché i
cittadini capiscano quale sia il valore dell’agricoltura che
rispetta le risorse naturali. È l’obiettivo della campagna 2026
di NaturaSì, l’insegna dei 350 negozi biologici presentata oggi,
incentrata sulla remunerazione dei servizi ecosistemici, aria e
acqua pulite, fertilità del suolo e tutela della biodiversità,
che, secondo uno studio pubblicato su Ecological Indicators,
producono in Italia un beneficio di 71,3 miliardi di euro
l’anno.
La campagna è iniziata da prodotti base come l’insalata. Il
costo di produzione, compreso di lavoro agricolo, coltura,
imballaggio e controllo qualità, è di 1,33 euro al kg; NaturaSì
paga al produttore 2 euro al kg, un terzo in più (0,67
centesimi) che riconosce, appunto, i servizi ecosistemici a
beneficio della collettività. Per i finocchi, invece, a fronte
di un costo di 1,25 euro/kg, il prezzo corrisposto è di 1,80
euro/kg (+0,55 euro).
“Sono valori che è bene conoscere – spiega Fabio Brescacin,
presidente di Natura – per capire che, acquistando un prodotto
biodinamico o biologico, si investe anche sulla propria salute e
su quella dell’ambiente nel quale viviamo. Allo stesso tempo è
importante avere la consapevolezza che pagando un prezzo troppo
basso, sarà qualcuno o qualcos’altro a farne le spese”. Il
presidente e gli esperti presenti, tra cui rappresentanti
dell’Università di Udine e del progetto-comunità Sekem nel
deserto egiziano, sottolineano l’urgenza di un cambio nei
consumi. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini sul modello
del ‘True cost of food’: acquistare bio non è solo una scelta
alimentare, ma un investimento sulla salute collettiva e sulla
prevenzione dei rischi ambientali e sanitari.
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