Giovani talenti e calciatori esperti. Un mix per rilanciare il Catanzaro
La giovane promessa e il veterano di mille battaglie. A guardare le carte d’identità, Mattia Liberali e Marco D’Alessandro non potevano essere più diversi. Uno ad aprile compirà 19 anni, l’altro fra qualche giorno (il 17) soffierà su 35 candeline. Insieme hanno firmato la nona vittoria stagionale del Catanzaro. In questo sono stati perfettamente uguali in un successo importante più di quanto non dica il valore dell’avversario steso in casa: il tabù interno con la Reggiana resisteva da più di mezzo secolo, demolire certe storie non è mai scontato, ma soprattutto non lo era rilanciarsi dopo un periodo di appannamento, almeno nei risultati.
Il merito è stato anche di quei due. Del fantasista adolescente che ha segnato il primo gol in B e ha tutto il futuro davanti. Liberali con la sua classe cristallina, evidente non solo nella rete che ha sbloccato l’incontro. E dell’esperto cursore di fascia con oltre 400 partite fra Serie A e torneo cadetto, al secondo centro in una stagione nella quale sta dimenticando la precedente, trascorsa più in infermeria che sul campo. «Le mie prestazioni? I motivi sono diversi – ha spiegato D’Alessandro – l’anno scorso gli infortuni mi hanno condizionato e alla mia età non è semplice restare fuori così tanto, è stato pesante. In estate ho fatto tutta la preparazione, conosco l’allenatore con cui avevo già lavorato (nel Pisa, ndr) e i nostri preparatori mi garantiscono grande attenzione, guardano tutto e anche questo conta molto. Il resto è garantito dalla continuità di impiego e dall’avere fiducia, oltre al fatto che il nostro tipo di gioco comporta un dispendio fisico minore considerando che facciamo molto possesso».
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