Crea, ‘2026 anno delle Tea e delle sperimentazioni’ – Mondo Agricolo
– VERONA – “Il 2026 dovrebbe essere l’anno delle Tea, le Tecniche di evoluzione assistita, nell’ambito delle quali il Crea sta portando avanti alcuni progetti, grazie anche al finanziamento del Masaf di 12 milioni di euro”. Così Andrea Rocchi, presidente del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) a Fieragricola, 117/a rassegna internazionale dell’agricoltura in corso a Veronafiere fino a sabato, tracciando la rotta sulle Tea, che “rappresentano una delle due facce dell’innovazione, insieme all’Intelligenza Artificiale”. Con un’avvertenza: “Da sole le Tea non possono fare dei miracoli, ma possono aiutare molto anche per migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti agricoli”.
“Contiamo di poter partire con le sperimentazioni per arrivare a trasmettere le innovazioni all’agricoltura, in modo da migliorare le produzioni, renderle più sostenibili e tradurre il valore della ricerca in valore economico, così da generare reddito per l’impresa”, ha concluso Rocchi.
Sotto la lente, la fotografia dell’agricoltura italiana oggi, illustrata da Denis Pantini, responsabile Agrifood di Nomisma, dove la multifunzione caratterizza massicciamente il comparto: “Pesa per quasi il 20% dell’intero valore della produzione agricola italiana, con forti accelerazioni negli ultimi anni per agriturismo (+63%), vendita diretta (+51%) e produzione di energie rinnovabili (+17%) ha affermato Pantini. Così come la distintività, grazie alle Indicazioni Geografiche e a “una Dop Economy che ha raggiunto ormai i 20,7 miliardi di valore all’origine”.
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