boutique a Milano e nuova sede
FERMO – L’inaugurazione della nuova boutique a Milano e lo sviluppo del mercato Usa (con l’aiuto dei dazi) sono i due pilastri grazie ai quali Doucal’s vuole continuare a crescere anche nel 2026. «Il 2024 è stato un anno difficilissimo ma si è chiuso con un segno più. Il 2025 seguirà questo trend di crescita che non si ferma» afferma il ceo di Doucal’s Gianni Giannini, che guida l’azienda insieme al fratello Jerry. L’azienda di Montegranaro, che a breve inaugurerà la sua nuova sede, sta investendo.
Il mercato
«Il mercato anche se difficilissimo, in forte contrazione, molto selettivo, sta premiando chi veramente lavora bene. Non solo in stile e produzione» osserva l’imprenditore veregrense. Secondo cui: «Per poter affrontare il mercato di oggi l’azienda deve essere preparata su ogni aspetto, su ogni fronte. Oggi fare l’imprenditore calzaturiero è difficilissimo, perché è un mestiere composto da molti mestieri messi insieme. Le aziende che stanno avendo successo sono quelle competenti in ogni campo. Purtroppo alcune aziende restano indietro perché hanno fatto difficoltà ad avere una crescita completa. Alla Doucal’s siamo fortunati perché siamo in due e ci siamo divisi i compiti, mentre per un imprenditore solo le difficoltà sono maggiori. Poi devi credere nelle persone e nel nostro cammino ne abbiamo scoperto di incredibili. La Doucal’s senza il suo staff non sarebbe quello che è». Sui giovani e sul ricambio generazionale, Giannini si dice preoccupato. Sia per l’assottigliamento della filiera sia per l’insediamento delle grandi griffe che offrono una crescita e una formazione a livello produttivo, ma non dal punto di vista commerciale, marketing, stile. Per cui – afferma Giannini – le figure professionali legate a questi mondi non crescono, non emergono. «Mentre prima c’erano tante palestre dove potersi allenare perché ogni azienda era una palestra, oggi si lavora ma non si cresce» afferma il ceo di Doucal’s. Che continua: «Questo genera poche prospettive per quei ragazzi con determinate competenze che quindi si trovano costretti a sviluppare i loro percorsi professionali altrove». A proposito di filiera e del dibattito sulla sua legalità, in vista di una legge nazionale al quale sta lavorando il Governo, Giannini dice: «Avere la responsabilità totale sulla filiera non è facile. Riuscire a sapere h24 come si comporta il mio fornitore è impossibile. È chiaro che chiedo Durc, certificazioni e tutta la documentazione necessaria ma non posso avere dei vigilanti che di notte controllano ogni terzista. Se vado in azienda e trovo tutto in ordine e poi la sera spuntano fuori gli immigrati irregolari, questo come faccio a saperlo? E gli immigrati irregolari non li abbiamo certo fatti arrivare noi. Dovevano essere controllati prima e non da noi». Doucal’s vuole continuare a crescere anche quest’anno con diversi progetti di sviluppo che prevedono l’apertura di boutique monomarca e corner con dei partner locali in nuovi mercati. L’azienda proseguirà ad investire negli Usa e in Medio Oriente. Ma un primo passo importante sarà l’apertura della nuova boutique a Milano in programma il 23 febbraio. «Mercato americano? Per chi lo presiede già, oggi la situazione è più complicata a causa dei dazi» afferma Gianni Giannini. «Per chi invece come noi arriva adesso, i dazi posso creare anche delle opportunità, perché i prodotti di qualche marchio diventano eccessivamente cari. Quello che sto scoprendo è che il made in Italy è molto apprezzato. Quando i clienti vedono un paio di scarpe con la qualità made in Italy, con un bello stile, una bella immagine, proposto da negozianti seri e vede dietro il prodotto un’azienda strutturata, sono contenti e acquistano. Il mercato Usa non è solo legato ai marchi come quello asiatico».




