la battaglia degli studenti contro la manutenzione mancante
Il gelo che ha accompagnato la ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie ha trasformato le scuole superiori di Roma in territori di protesta.
Dai corridoi dei licei ai cortili ghiacciati, centinaia di studenti hanno deciso di non entrare in aula, denunciando un’emergenza termica che va ben oltre il semplice malfunzionamento delle caldaie.
Cappotti addosso, guanti e sciarpe diventano uniformi quotidiane, mentre il freddo entra nelle aule insieme alla rabbia.
Oggi i focolai principali si accendono in due istituti simbolo: il Pacinotti-Archimede di via Pasquariello e il liceo Primo Levi di via Morandini. Al Pacinotti-Archimede, raccontano studenti e genitori, le lezioni si tengono con i termosifoni spenti e gli ambienti pieni di infiltrazioni e crepe.
Luca Blasi, assessore municipale e padre di uno studente, parla di ragazzi costretti a studiare nel freddo, con episodi di malattie già segnalati.
Al Primo Levi, invece, la protesta assume anche un carattere politico: il collettivo OSA chiede il trasferimento dei fondi pubblici dalle spese militari alla manutenzione scolastica, e decine di studenti restano davanti ai cancelli per far sentire la loro voce.
Ma la mappa dei disagi si allarga a macchia d’olio. Nel centro e nell’Est della città scuole come il Pilo Albertelli, il Newton, il Malpighi e l’Enzo Rossi registrano assenze massicce; nella provincia, il Luca Paciolo di Bracciano è chiuso per gelo e al liceo Isabella D’Este di Tivoli le condizioni impongono la Didattica a Distanza.
Anche storici istituti come Virgilio, Machiavelli e Plinio Seniore segnalano problemi analoghi, confermando la portata strutturale della crisi.
Dietro la rabbia degli studenti, denunciano dalla Rete degli Studenti Medi, c’è un problema sistemico: non solo guasti occasionali alle caldaie, ma un reticolo di manutenzione insufficiente, fondi carenti e edifici spesso fatiscenti.
Un’emergenza politica, prima ancora che tecnica, che mette a rischio diritto allo studio e salute dei ragazzi.
Dopo la stagione delle occupazioni autunnali, il clima nelle scuole romane resta incandescente. Gli studenti promettono di resistere finché non verranno garantite condizioni minime di temperatura e sicurezza.
Cappotti, sciarpe e rabbia diventano così strumenti di una battaglia che non ha intenzione di fermarsi.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





