quarantenne denuncia uno stupro nella notte
Il risveglio nel cuore della mattinata, avvolta dal freddo e dal degrado di una baracca di lamiere nascosta tra i canneti e la fitta vegetazione della periferia ostiense.
Poi, il dolore acuto sul corpo e lo sguardo che cade su una serie di lividi ed escoriazioni che la sera prima non c’erano.
È in quel preciso istante che per una donna di 40 anni, senza fissa dimora, è iniziato l’incubo di una notte squarciata, secondo il suo drammatico racconto, da una brutale violenza sessuale consumata mentre si trovava in uno stato di totale incoscienza.
I fatti si sono consumati nella notte di lunedì 8 giugno, all’interno di un insediamento precario abusivo situato nella zona di via Gastone Maspero, a Ostia Antica, un quadrante isolato del litorale romano dove la disperazione sociale si mescola spesso alla criminalità invisibile delle baraccopoli.
Il blackout dopo l’alcol e la trappola nel rifugio di fortuna
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del X Distretto Lido sulla base della denuncia formalizzata dalla vittima, la tragedia ha preso forma la sera precedente.
La quarantenne si trovava nel perimetro dell’accampamento abusivo in compagnia di un uomo che conosceva da diverso tempo. I due avrebbero trascorso la serata bevendo massicce dosi di alcolici all’interno del rifugio di fortuna.
Con il passare delle ore, i fumi dell’alcol avrebbero compromesso pesantemente la lucidità della donna, provocandole un vero e proprio blackout cognitivo fino a farle perdere quasi del tutto i sensi.
Al risveglio, la drammatica scoperta dei segni fisici sul corpo ha spinto la quarantenne, nonostante le precarie condizioni psicofisiche e le difficoltà motorie, a digitare il numero unico delle emergenze per chiedere aiuto.
Raggiungere il punto esatto non è stato facile per le pattuglie della Polizia, costrette a farsi spazio a piedi tra le sterpaglie e i sentieri sterrati della macchia mediterranea.
Una volta individuata la baracca, gli agenti hanno trovato la donna in uno stato di estrema vulnerabilità ma lucida nel descrivere l’accaduto.
Attivato il percorso rosa al Grassi: l’indagato resta libero
La macchina dei soccorsi si è mossa tempestivamente. La quarantenne è stata accompagnata in ambulanza al vicino ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia, dove i medici hanno immediatamente attivato il percorso protetto e riservato alle vittime di violenza di genere.
Nel corso degli accertamenti clinici sono stati eseguiti i prelievi medico-legali e gli investigatori hanno provveduto a porre sotto sequestro gli indumenti indossati dalla donna, che verranno analizzati dalla Polizia Scientifica alla ricerca di tracce biologiche o profili genetici.
Successivamente, la vittima ha messo a verbale il nome del presunto aggressore. Si tratta di un uomo, anche lui gravitante nell’area degli insediamenti abusivi del litorale, già ampiamente noto agli archivi delle forze dell’ordine per precedenti reati.
Rintracciato e condotto negli uffici del commissariato di via duca degli Abruzzi per essere ascoltato, l’uomo è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di violenza sessuale.
Al termine delle formalità di rito, la Procura della Repubblica di Roma non ha ritenuto di disporre misure cautelari restrittive immediate.
L’inchiesta, tuttavia, resta aperta: saranno i risultati degli esami scientifici e i riscontri clinici sui campioni biologici a stabilire con esattezza la verità su quanto accaduto in quella baracca.
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