Marche

L’Uomo Gatto tedoforo, scoppia una bufera. «Basta, denuncio gli odiatori social». Abodi ha chiesto conto al Coni delle scelte

PORTO SAN GIORGIO Gli ormai imminenti Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina, in programma il prossimo febbraio, sono state anticipate in questi giorni da un vero e proprio caos mediatico relativo all’esclusione dalla lista dei tedofori della fiaccola olimpica di alcuni sportivi illustri, in favore di persone comuni, influencer e vip di vario genere.

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Le polemiche

Nelle Marche si è registrato per esempio lo sfogo di Daniele Caimmi, atleta jesino con due olimpiadi in carriera.

E a livello nazionale ha fatto rumore quanto accaduto all’ex discesista Cristian Ghedina che, non contattato dagli organizzatori, ha dovuto fare lui stesso richiesta.

Mentre a Fermo il 4 gennaio scorso a portare la torcia olimpica c’era Gabriele Sbattella, alias l’Uomo gatto, che ora annuncia battaglia legale contro quella che considera una denigrazione nei suoi confronti. L’esclusione di ex campioni olimpici ed atleti di spicco degli sport invernali dai tedofori, ha fatto nascere malumori anche nell’ambiente politico, tanto che è arrivata la richiesta di chiarimenti anche da parte del ministro dello sport Andrea Abodi.

«Ho chiesto, alla luce di quello che è emerso, informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione. In linea di principio è evidente che le leggende dello sport e chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione. Sono rimasto anche io un po’ spiazzato, oggettivamente, perché di fronte ad un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola, tra i 10.001 tedofori, credo che la platea degli olimpionici dovesse essere un’avanguardia – ha sottolineato il ministro Abodi a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto Campo Giovani al Viminale – Il tour della fiaccola è la testimonianza dei valori rappresentati dal fuoco olimpico che le persone devono mettere in campo, dimostrando di saper rappresentarli non solo con le parole, ma con i fatti. Mi riservo di avere tutte le informazioni, per poi esprimere una valutazione».

Nel fermano il caso è dilagato dopo l’esperienza da tedoforo vissuta Sbattella e sua moglie Elena. La foto, vista anche la notorietà del personaggio, è diventata presto virale portando con sé critiche ed attacchi personali anche verso lo stesso Sbattella.

Il contrattacco

«Trovo vergognoso tutto questo bailamme che è stato scatenato nei miei confronti e quelli di mia moglie Elena per essere stati tedofori. Ci siamo candidati sul portale dedicato, come hanno fatto tutti gli altri e siamo stati selezionati, potendo così vivere un’esperienza unica – dice Sbattella – Come noi anche molte altre persone comuni hanno vissuto la nostra stessa esperienza, ma nessuno è stato tirato in ballo come hanno fatto con me. In molti anche tra i miei concittadini hanno fatto ironia nei miei confronti con post social denigratori e diffamatori, che ho prontamente segnalato alle autorità. Ora tutta la questione è in mano ai miei legali».




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